Industria lapidea italiana: oltre tre miliardi di export e crescita costante
di RedazioneOltre tre miliardi di export nel 2023 e una crescita dell’11% nell’ultimo decennio. L’industria lapidea si conferma un’eccellenza del made in Italy e uno dei comparti italiani a maggiore vocazione internazionale, capace di rappresentare la qualità dell’offerta made in Italy sia sul fronte del prodotto che delle tecnologie. È quanto emerge dalla ricerca realizzata da Nomisma per Marmomac su “Status e posizionamento del settore lapideo italiano”, presentata oggi all’inaugurazione della manifestazione in corso fino al 27 settembre a Veronafiere.

Secondo lo studio, che ha analizzato performance e mercati di destinazione di pietre naturali grezze e lavorate, macchinari e beni strumentali per il settore, a catalizzare oltre metà della domanda sono l’Unione Europea e il Nord America, mercati chiave destinatari rispettivamente del 31% e del 23% delle esportazioni italiane che hanno registrato incrementi a doppia cifra nell’ultimo decennio (+48% e +45% rispetto al 2013). Seguono poi – sul fronte dei valori – Medio Oriente e Sud-Est asiatico, con una quota complessiva pari a circa il 20% dell’export tricolore.
Nello scenario globale, l’Italia si posiziona al secondo posto tra gli esportatori lapidei, dietro solo alla Cina (market leader con una macro-quota del 31%) e davanti a Turchia e India, ma è l’unico produttore ad essere sul podio in tutte le categorie della filiera, dimostrando una capacità produttiva altamente diversificata. In particolare, l’Italia guadagna la cima della classifica per “macchinari e tecnologie”, occupa il secondo posto (dopo la Cina) nelle “pietre naturali lavorate” e il terzo nelle “pietre naturali grezze” e nei “beni strumentali”. Un ottimo posizionamento che – rileva Nomisma – si evidenzia anche nei top mercati internazionali: il Belpaese, infatti, è leader negli Stati Uniti (primo mercato mondiale) e il secondo fornitore internazionale di Francia, Germania e Arabia Saudita.

Per quanto riguarda le categorie merceologiche, con 1,7 miliardi di export lo scorso anno le pietre naturali lavorate rappresentavano oltre la metà delle vendite realizzate all’estero, seguite dai macchinari (755 milioni di euro e circa un quarto dell’export) e, a distanza, dai beni strumentali che, pur valendo “soltanto” l’11% sul totale delle esportazioni di settore, si sono dimostrati il segmento più vivace, con un incremento decennale del 31 per certo.
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