Marmo, Zanini (Val di Pan): «Un anno difficile, ma non ci siamo mai fermati»
di RedazioneGiovedì 19 settembre, il direttore di Verona Network Matteo Scolari ha condotto una nuova puntata di Focus Verona Economia su Radio Adige TV, dedicata al settore del marmo in vista di Marmomac 2024. Tra gli ospiti in studio, Federica Zanini, rappresentante del Consorzio Marmisti della Valpantena (Val di Pan), ha condiviso il punto di vista del consorzio e i progetti in corso per il futuro.
Partiamo con Marmomac: un’edizione speciale per Val Di Pan, questa del 2024, vero?
Sì, quest’anno festeggiamo i quarant’anni di attività del Consorzio. La fiera è sempre stata per noi un evento importante, fin dai primi anni 2000, quando abbiamo iniziato a presentarci al mondo. Grazie a Verona Fiere abbiamo avuto l’occasione di partecipare a iniziative di incoming, portando in Valpantena architetti stranieri e italiani, consolidando relazioni fondamentali per il nostro settore.
La nascita di Verona Stone District ha portato benefici anche al vostro Consorzio?
Certamente. Ci ha permesso di creare un network con altre istituzioni e stakeholder, aiutandoci a confrontarci su tematiche che da soli sarebbero state difficili da affrontare. Far parte del distretto di Verona è fondamentale per noi.
Il professor Diego Begalli, in una recente intervista sempre per Focus Economia, ha parlato del problema dello smaltimento dei fanghi. Il Consorzio Valdipan ha progetti pionieristici in questo ambito, corretto?
Sì, siamo l’unica realtà a livello nazionale a gestire autonomamente lo smaltimento e recupero dei fanghi dal 2009. Abbiamo un sito di recupero dove riportiamo il terreno alla morfologia originale, lavorando anche per trasformare i limi in sottoprodotti utili all’economia, in collaborazione con università e istituti di ricerca.
La crisi del mercato tedesco ha avuto effetti anche sul vostro settore?
Confermo che è stato un anno difficile. La Germania, tradizionalmente un mercato di traino per noi, ha visto una flessione importante. Tuttavia, le nostre aziende non sono rimaste ferme e si sono mosse per cercare nuovi mercati e settori di clientela.
E invece il mercato americano?
Regge bene. Le aziende che lavorano con gli Stati Uniti hanno mantenuto volumi di lavoro stabili, a differenza di quanto accaduto con la Germania e altri paesi europei.
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