Personale sanitario: Uil-Fpl propone un nuovo regolamento per i buoni pasto
di Matteo ScolariLa UIL FPL di Verona ha presentato una proposta significativa per rivedere il regolamento aziendale relativo ai buoni pasto e all’accesso alla mensa, con un particolare focus sul personale turnista. L’iniziativa, guidata dal Segretario organizzativo Marco Bognin, mira ad adeguare le attuali norme alle esigenze dei lavoratori, garantendo un pasto adeguato anche per chi lavora durante le ore notturne.

I buoni pasto, introdotti per la prima volta nel 1990 con il DPR 384, hanno subito una forte svalutazione nel corso degli anni. Da un valore iniziale di 10.000 lire, corrispondente a circa 5,16 euro, il loro potere d’acquisto si è progressivamente ridotto, rendendo necessaria una revisione delle condizioni economiche. La proposta della UIL FPL include l’introduzione di un buono pasto elettronico con un valore nominale minimo di 7,00 euro, che sarebbe caricato mensilmente su tessere magnetiche e che sostituirebbe il servizio mensa laddove questo non sia disponibile. Questo garantirebbe un supporto alimentare a tutti i lavoratori che prestano servizio per almeno 6 ore e 30 minuti.
Un altro aspetto rilevante della proposta riguarda l’estensione dell’accesso alla mensa per il personale turnista sia alla fine del turno mattutino che all’inizio di quello pomeridiano, nonché per il personale non turnista che svolge almeno 6 ore di lavoro. Inoltre, la UIL FPL propone di estendere il servizio mensa a tutti i presidi ospedalieri e i servizi sanitari della Scaligera anche nei giorni di sabato, domenica e festivi, uniformandosi così ad altre Ulss del Veneto.
Tra le proposte più innovative, emerge l’introduzione del lunch box per il personale che lavora in orari particolari, come in sala operatoria o durante il turno notturno. Questo pasto frugale, distribuito su richiesta insieme alla cena dei pazienti, consentirebbe al personale sanitario di mantenere la continuità del servizio assistenziale senza interrompere il lavoro per procurarsi un pasto.
Marco Bognin conclude sottolineando come queste proposte rappresentino un passo avanti significativo nella tutela dei diritti dei lavoratori del settore sanitario, migliorando le condizioni di lavoro e il benessere del personale, con un conseguente aumento della qualità del servizio sanitario offerto alla comunità.
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