UIL FPL: «A Verona mancano il 70% degli OSS e l’80% degli infermieri»
di Matteo ScolariLo scorso 12 luglio, presso il Palazzo Molin, a Venezia, il Direttore delle Risorse Umane della Regione Veneto ha presentato i dati relativi al personale delle varie Aziende del Sistema Sanitario Regionale. Nonostante un incremento totale di 3.382 unità rispetto al 2019, il calo di circa 800 unità rispetto al 2023 solleva preoccupazioni significative.
Stefano Gottardi, Segretario Generale della UIL FPL Verona, ha espresso le sue preoccupazioni, sottolineando che «la diminuzione del personale sanitario, soprattutto infermieri e Operatori Socio Sanitari, è allarmante e non sarà possibile colmare con le attuali assunzioni nei prossimi anni». Tra i vari fattori che contribuiscono a questa riduzione, Gottardi cita i pensionamenti e le cessazioni, elementi che stanno aggravando la situazione.
Un confronto tra le due principali Aziende Ospedaliere della regione mette in evidenza una situazione critica a Verona rispetto a Padova. Mentre l’Azienda Ospedaliera di Padova conta 4.700 dipendenti, Verona registra il 15% in meno, con 4.000 dipendenti. In particolare, a Verona mancano circa il 70% degli Operatori Socio Sanitari necessari, corrispondenti a circa 300 unità, e l’80% degli infermieri, con una carenza di circa 550 unità. Questa situazione crea notevoli tensioni tra il personale, soprattutto in vista della programmazione delle ferie, che sono attese con impazienza dai lavoratori che ne hanno urgente bisogno.

La Regione Veneto sta valutando la revisione della Legge 610 del 2014, che stabilisce i valori minimi di riferimento per il personale di assistenza nelle aree di degenza ospedaliera. Gottardi avverte che «una riduzione del personale potrebbe ulteriormente allontanare i professionisti da queste professioni, causando disagi ai pazienti e un declino nei servizi offerti».
Inoltre, i dati raccolti dalla delegazione UIL FPL regionale rivelano che l’accordo sulle prestazioni aggiuntive firmato lo scorso aprile è stato applicato in modo distorto dalle Aziende. «Le Aziende si sono concentrate principalmente sulla riduzione delle liste di attesa, trascurando di affrontare la grave carenza di personale», spiega Gottardi.
Per rilanciare il Servizio Sanitario Regionale e mantenere i servizi all’altezza delle aspettative, sono necessari investimenti significativi. Gottardi conclude: «Serve un cambiamento che valorizzi l’impegno dei giovani che scelgono un lavoro impegnativo ma sicuro, consentendo loro di crescere sia professionalmente che personalmente. Solo così potremo garantire un futuro solido e sostenibile per il nostro sistema sanitario».
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