Economie regionali, il Veneto rallenta il passo

di Matteo Scolari
Secondo il Rapporto annuale del Veneto stilato da Banca d'Italia e presentato nella sede di Corso Cavour a Verona, la nostra regione mostra segni di rallentamento nel manifatturiero. vola, invece, il turismo.

Secondo il Rapporto annuale 2024 “Economie regionali – L’Economia del Veneto” della Banca d’Italia, presentato venerdì 21 giugno nella sede veronese della banca in Corso Cavour, i dati 2023 l’attività economica della regione Veneto ha mostrato segnali di indebolimento, influenzata negativamente dal rallentamento del commercio mondiale, dagli elevati tassi d’interesse e dall’erosione del potere d’acquisto delle famiglie. Nonostante la resilienza del sistema produttivo e finanziario e il recupero della domanda turistica, permane un’elevata incertezza legata alle prospettive economiche e alle tensioni geopolitiche.

Quadro macroeconomico

Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia, nel 2023 il prodotto regionale è cresciuto in termini reali dell’1,1%, in linea con il dato nazionale (0,9%), ma in forte rallentamento rispetto al 2022 (4,9%). L’indicatore Ven-ICE ha segnalato una diminuzione dell’attività economica nella seconda metà del 2023, con una ripresa nei primi tre mesi del 2024.

Performance delle imprese

Nel 2023, la produzione manifatturiera regionale, dopo un biennio di recupero post-pandemico, si è indebolita, registrando un calo del 2,0% rispetto alla media dell’anno precedente. Il settore della meccanica ha mostrato una crescita, mentre quello degli alimentari e bevande è rimasto stagnante. Altri settori principali, come il sistema moda, hanno visto una riduzione dell’attività produttiva. Anche il fatturato delle imprese industriali regionali ha subito una contrazione.

I prezzi praticati dalle imprese, dopo un biennio di forte crescita, hanno rallentato, mentre gli investimenti industriali si sono ridotti, seppur meno del previsto. Le esportazioni di beni in volume sono diminuite più della domanda estera potenziale, principalmente a causa di un calo nei mercati esterni all’Unione monetaria. Nel primo trimestre del 2024, la produzione manifatturiera ha continuato a ridursi, ma a un ritmo più moderato.

Vanni Mengotto e Pier Luigi Ruggiero di Banca d’Italia

Il settore edile ha registrato una crescita grazie agli incentivi fiscali per la riqualificazione del patrimonio abitativo e agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il settore turistico ha completato il recupero delle presenze nelle strutture ricettive, con un contributo significativo dai viaggiatori stranieri.

Nonostante il rallentamento economico, i risultati economici delle aziende venete nel 2023 sono rimasti positivi. Tuttavia, il costo del debito bancario è aumentato significativamente, influenzato dalla restrizione monetaria e dall’elevata quota della componente a tasso variabile. Le imprese hanno affrontato questo aumento con una struttura finanziaria più solida rispetto al passato, grazie a un minore livello di indebitamento, maggiore redditività e disponibilità di riserve liquide.

I prestiti alle imprese sono diminuiti, influenzati dall’aumento dei tassi d’interesse e dalle condizioni di accesso al credito ancora selettive.

Evoluzione demografica

Negli ultimi dieci anni, la popolazione del Veneto è diminuita e si è invecchiata, con effetti significativi sul mercato del lavoro e sulla crescita economica. Diversamente da altre regioni europee, il Veneto non ha compensato questo impatto con un forte aumento della produttività, contribuendo alla bassa crescita del PIL pro capite degli ultimi vent’anni. È cruciale mantenere, attrarre e formare capitale umano specializzato e aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Nonostante un saldo positivo tra entrate e uscite di laureati da e verso altre regioni italiane, il Veneto presenta un saldo negativo con l’estero. Il tasso di attività femminile è in crescita, ma rimane inferiore a quello maschile.

Mercato del lavoro e famiglie

La crescita dell’occupazione è proseguita nel 2023, con un aumento che ha riguardato tutti i settori, eccetto quello agricolo, e ha interessato maggiormente la componente femminile. L’inflazione, pur rimanendo elevata, è gradualmente calata nel 2023 e nei primi mesi del 2024. I redditi delle famiglie venete sono leggermente diminuiti in termini reali, mentre i consumi sono aumentati di poco.

L’aumento del costo dell’indebitamento ha portato a una lieve riduzione dei prestiti alle famiglie, con una diminuzione delle nuove erogazioni di mutui e un aumento del credito al consumo. Il tasso di interesse medio sui prestiti per l’acquisto di abitazioni è continuato a crescere nel 2023. Le famiglie venete hanno rivisto le loro preferenze di impiego del risparmio a favore di strumenti più remunerativi.

Mercato del credito

Il volume dei prestiti bancari al settore privato non finanziario è calato, con una maggiore accentuazione per quelli erogati alle imprese. La qualità del credito bancario è rimasta soddisfacente, con un moderato aumento del tasso di deterioramento dei prestiti alle imprese e una stabilità per quelli alle famiglie.

Finanza pubblica decentrata

Gli enti territoriali veneti hanno mantenuto una buona condizione finanziaria, con un aumento della spesa, in particolare quella in conto capitale, legata agli investimenti in opere pubbliche finanziati dal PNRR. Anche la spesa sanitaria è aumentata, influenzata dalla crescita della spesa per il personale. Tuttavia, si profilano criticità legate al pensionamento di numerose figure professionali e al fabbisogno di nuovo personale per garantire l’operatività delle strutture previste dal PNRR.

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