Quid Impresa Sociale presente al convegno in Borsa Italiana

di Redazione
Su invito di Luigi Consiglio, Presidente di Eccellenza d’Impresa, è intervenuta anche Anna Fiscale, Presidente e fondatrice di Quid Impresa Sociale, portando la sua esperienza come imprenditrice, donna e il suo approccio all’inclusività.

Inclusività competitiva” è il titolo del convegno organizzato da Eccellenze d’Impresa in Borsa Italiana per discutere e approfondire l’inclusione come importante leva di competitività per le aziende italiane oggi.

Su invito di Luigi Consiglio, Presidente di Eccellenza d’Impresa, è intervenuta a chiusura della serata anche Anna Fiscale, Presidente e fondatrice di Quid Impresa Sociale, portando la sua esperienza come imprenditrice, donna e il suo approccio all’inclusività, che da sempre distingue il modus operandi e i prodotti di Progetto Quid.

LIMITS ARE STARTING POINTS” è il leit motiv dell’impresa veronese che proprio grazie ad una prospettiva rovesciata è stata capace di rendere unico il suo modello di business che lega economia circolare e percorsi di inserimento lavorativo e sviluppo del talento, anche per chi quel talento, in passato, pensava di averlo perso per sempre.

«Con il focus rivolto al segmento business – to – business, abbiamo deciso di sostituire il concetto di Cliente con Partner coinvolgendo le aziende che lavorano con noi in un vero e proprio Partner Journey, in cui il prodotto di manifattura etica e sostenibile che proponiamo diventa un vero e proprio primo punto di accesso ad una riflessione più ampia, per la creazione di un mercato del lavoro inclusivo e una filiera di prodotto sostenibile» spiega Fiscale.

L’offerta di Quid si è estesa infatti negli ultimi anni anche a servizi e organizzazione di eventi ed esperienze, diventando un Partner chiave che lavora affianco delle aziende che decidono di scegliere QUID come fornitore per le attività di teambuilding, di eventi presso la sede di Avesa, di sostenere le progettualità con erogazioni liberali, permettendo di servire meglio e di più la causa dell’impatto sociale, che attraverso la formazione, la comunicazione e l’incontro suggerisce, da più di dieci anni, un modo diverso di vivere i luoghi di lavoro come luoghi non solo di produttività ma di trasformazione.

L’inclusione diventa vero e proprio asset aziendale e leva competitiva solo se si è «disposti a gestire la diversità senza appaltare ad altri la responsabilità dell’inclusione. La nostra risposta alla diversità è stata quella di prenderne piena responsabilità, senza delegare – sottolinea la Presidente Fiscale -. Portare al centro dell’organizzazione e della cultura aziendale l’importanza del senso della nostra attività, ci permette di affiancare iniziative di supporto psicologico, coaching e sportelli welfare per i nostri collaboratori. Gestire la diversità e l’inclusione valorizzando l’unicità di ognuno è certamente una sfida, che però allena la nostra capacità di rispondere a situazioni complesse con soluzioni diverse, innovative e ogni volta disegnare una nuova linea di partenza, invece che un punto di arresto».

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