Pazienti spostati dal Cerris a Marzana, UIL FPL: «Forti preoccupazioni per la sicurezza»

di Redazione
UIL FPL si dichiara preoccupata per il trasferimento dei pazienti, gravemente disabili, nell'RSA di Marzana, vittima di un incendio lo scorso 14 maggio. «I nuovi reparti non sono dotati di rampe di emergenza» e ci sarebbero «cambiamenti improvvisi senza comunicazioni adeguate con con il personale», spiega Gottardi.

«Oggi, due pazienti dell’UOSD Cerris sulle Torricelle sono stati trasferiti nei reparti Tamerici nel RSA di Marzana, con altri tre che seguiranno nei prossimi giorni. Questi pazienti con disabilità gravi – dichiara Stefano Gottardi, segretario generale Uil Fpl – ricevono un servizio eccellente dall’ULSS 09, grazie al personale dedicato».

«Tuttavia, i reparti Tamerici, che sono la destinazione del trasferimento, non sono dotati di rampe di emergenza. Come abbiamo segnalato il 18 maggio dopo l’incendio del 14 maggio al reparto del piano inferiore, ci sono forti preoccupazioni per la sicurezza in caso di incendio o terremoto per il 70% dei pazienti che possono essere trasferiti solo su sedie a rotelle. È essenziale che l’ULSS 09 valuti accuratamente i rischi e agisca di conseguenza, non solo per Marzana ma anche per il Cerris», ribadisce Gottardi.

Stefano Gottardi
Stefano Gottardi, segretario generale Uil Fpl

«Infatti, raggiungere il Cerris è un problema significativo a causa di un muro crollato che impedisce l’accesso da Via Ippolito Nievo. La strada alternativa, la Lasagna, è complicata logisticamente e, come accaduto quest’inverno, può causare incidenti che portano alla chiusura della stessa. Di conseguenza, il servizio per disabili, gestito da sei cooperative, sta subendo cambiamenti improvvisi senza comunicazioni adeguate al personale, che si preoccupa per il benessere dei pazienti, molti dei quali sono ricoverati da anni», aggiunge.

«Il personale sottolinea l’importanza dei legami emotivi creati con gli stessi che vanno oltre l’accudimento e la cura fisica, offrendo sicurezza a chi è stato sfortunato e solo grazie a questi luoghi può vivere una vita dignitosa e sentirsi parte di un “famiglia”. È fondamentale rispettare il coinvolgimento emotivo del personale e la dignità dei pazienti», conclude Gottardi.

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