Unioncamere: «In Veneto è in corso una “normalizzazione” dell’economia»

di Matteo Scolari
Si è tenuta stamattina in Camera di Commercio a Vicenza la presentazione dell’indagine VenetoCongiuntura, che fornisce un quadro ottimistico per i prossimi mesi.

Unioncamere del Veneto ha presentato oggi i risultati dell’indagine “VenetoCongiuntura” per il primo trimestre del 2024. I dati evidenziano una fase di sostanziale tenuta dell’attività manifatturiera veneta, nonostante il ciclo economico sia ancora debole, influenzato da turbolenti scenari internazionali, dal calo del potere d’acquisto delle famiglie e dall’incertezza degli investimenti.

Andamento della produzione

Secondo l’indagine, la produzione industriale ha mostrato lievi segnali positivi su base congiunturale, con una crescita destagionalizzata dello 0,7% e una variazione congiunturale grezza dell’1,4%. Tuttavia, su base annua, la produzione manifatturiera ha registrato una diminuzione del 2,4%, un ritmo di decrescita più blando rispetto al passato.

«Nonostante i segnali positivi sul piano congiunturale, l’andamento rimane sfavorevole su base annua» ha commentato Mario Pozza, Presidente di Unioncamere del Veneto. «Le variazioni congiunturali di produzione e raccolta ordini, specialmente dai mercati esteri, stanno recuperando terreno, sostenendo un lieve miglioramento del grado di utilizzo degli impianti e un allungamento dei giorni di produzione assicurati dal portafoglio ordini».

Settori e produzione

L’indagine, realizzata su un campione di oltre 2.400 imprese con almeno 10 addetti, rappresentative di oltre 112.000 lavoratori, ha evidenziato che:

  • Il 46% delle imprese ha registrato un aumento della produzione.
  • Il 38% ha dichiarato una diminuzione.
  • Il 16% ha mantenuto una produzione stabile.

Tra i settori, solo l’alimentare e bevande ha evidenziato un aumento della produzione tendenziale (+3,6%), con una buona tenuta degli ordini sia dal mercato interno (+2,9%) sia da quello estero (+5,8%). Al contrario, il settore moda ha registrato una forte diminuzione della produzione (-7,1%) e una significativa riduzione degli ordini esteri (-6,2%).

Ordini e fatturato

Gli altri indicatori confermano la fase di normalizzazione in corso. La raccolta ordini dal mercato estero è scesa del 1,5% su base annua, e del 0,9% per il mercato interno. Il fatturato totale ha segnato una diminuzione del 2,2%, riflettendo la contrazione dell’inflazione. Inoltre, il grado di utilizzo degli impianti si è ridotto al 70% rispetto al 72% del quarto trimestre del 2023, e il periodo di produzione assicurata dal portafoglio ordini è sceso a 55 giorni rispetto ai 58 giorni del trimestre precedente.

Previsioni per il secondo trimestre

Nonostante le difficoltà, il clima di fiducia tra gli imprenditori del settore manifatturiero rimane positivo per il secondo trimestre del 2024. La percentuale di imprenditori che si aspettano un aumento della produzione è salita al 46% (dal 41% del quarto trimestre del 2023), mentre la quota dei pessimisti è scesa al 20% (dal 24%). La stabilità è prevista dal 34% degli intervistati. Le aspettative sugli ordinativi interni sono in crescita, con il 42% degli imprenditori che prevede un aumento (dal 38%), mentre per gli ordini esteri la percentuale rimane stabile al 44%.

Il presidente Pozza ha sottolineato l’importanza di non sottovalutare i rischi geopolitici e la necessità di una politica monetaria equilibrata da parte della BCE per sostenere i deboli segnali di ripresa»È fondamentale che la BCE trovi il giusto ritmo per la rimodulazione dei tassi d’interesse per non deprimere questi segnali di ripartenza» ha aggiunto Pozza.

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