Maltempo: stato d’allerta per le campagne venete e veronesi

di Redazione
Bombe d’acqua e allagamenti stanno creando problemi ai seminativi in Veneto. Le abbondanti piogge di ieri e della notte scorsa, concentrate in pochissime ore, hanno infatti sommerso parecchi appezzamenti anche nel Veronese.

Una bomba d’acqua sulle campagne venete ha allagato centinaia di ettari già seminati tra Padova e Vicenza, mentre nell’est veronese gli smottamenti hanno trascinato detriti e fango nei vigneti e nei ciliegeti. Il bilancio è ancora da tracciare – spiegano i tecnici della Coldiretti Veneto – ma è già stato d’allerta per l’agricoltura regionale.

Le maggiori criticità nella provincia veronese si sono registrate a est: nei vigneti in Val d’Alpone e in Val d’Illasi, dove si sono riversati terriccio e sassi lasciando ristagni diffusi sui terreni e provocando smottamenti. A Zimella il Guà ha rotto gli argini allagando ampie aree nei comuni di Cologna Veneta e di Roveredo. In queste ore si temono le conseguenze della rottura del Guà nel legnaghese dove si potrebbe manifestare il fenomeno del ristagno idrico che procurerebbe l’asfissia radicale delle piccole piantine appena spuntate dal terreno.

Coldiretti Verona sta raccogliendo dagli agricoltori le segnalazioni dei danni per individuare e delimitare le aree colpite e le coltivazioni maggiormente coinvolte per poi procedere in accordo con i comuni con le segnalazioni del caso.

Si registrano già ingenti danni alle strutture, dagli impianti di vigneti e frutteti, al manto di terreno fertile che in alcuni casi è stato spazzato via del tutto mentre in altri è stato completamente sommerso dai detriti.

Sono numerose le segnalazioni da parte degli agricoltori – osservano i tecnici di Coldiretti Veneto – ma solo nei prossimi giorni, liberati i campi e soprattutto superata l’allerta meteo, sarà possibile valutare le conseguenze del nubifragio, l’ennesimo evento estremo con il quale gli imprenditori agricoli devono fare i conti.

«Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – l’intervento di Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono il reddito degli agricoltori per le gravi danni subiti».

«Inoltre – conclude Vantini – non si possono poi ignorare le conseguenze di una presenza sempre più pesante delle specie animali che intaccano la solidità degli argini. Le nutrie negli ultimi anni hanno infatti reso i terreni limitrofi ai corsi d’acqua fragili e cedevoli, e la fanghiglia che nelle ultime ore si è riversata nei campi ne sono una dolorosa conseguenza».

Mais maltempo emergenza

Preoccupazione anche da Confagricoltura Veneto

«Le piogge di ieri sono state il culmine di un periodo particolarmente abbondante in termini di precipitazioni – sottolinea  Chiara Dossi, presidente della sezione cereali alimentari di Confagricoltura Veneto e titolare di un’azienda prevalentemente cerealicola ad Adria, in provincia di Rovigo -. È vero che l’acqua, da un lato, ha portato grande beneficio alle falde e alle semine, ma dall’altro ha creato problemi soprattutto al mais, unitamente alle basse temperature. I danni sono a macchia di leopardo: nell’Alto Polesine sono già stati riseminati parecchi ettari, anche a causa delle grandinate di un paio di settimane fa, e pure quello appena seminato è a rischio, se dovesse continuare a piovere. Anche nel Basso Padovano molti campi sono andati sott’acqua, con il rischio di asfissia delle piante. La difficoltà di lavorare i terreni impregnati d’acqua e di fare i necessari trattamenti comporta il rischio di insorgenza di malattie fungine. Ma la preoccupazione è anche per il frumento, perché troppe piogge non fanno bene quando è in fase avanzata com’è ora, cioè in spigatura, e per l’orzo. Speriamo che non ne risenta la qualità, che è importante per la definizione del prezzo».

L’anno scorso a preoccupare era stato il lungo periodo di siccità tra l’autunno e l’inverno, che aveva portato a un calo delle rese del frumento. Quest’anno la situazione è esattamente opposta, dato che in due mesi e mezzo è scesa l’acqua che di solito si vede in un anno.

«Il clima ci sta mettendo a dura prova, anche se siamo attrezzati per lavorare al meglio – spiega Giuliano Bonfante, presidente della sezione seminativi di Confagricoltura Padova -. Nel Padovano la situazione è particolarmente critica a Montagnana, Merlara, Borgo Veneto e Casale, dato che ieri sono caduti 200 millimetri di pioggia, con terreni saturi d’acqua o allagati. Temiamo danni per il mais, che è alla quinta o sesta foglia, se l’acqua non va via in fretta, ma anche la soia, appena seminata, marcirà se rimarrà a lungo sommersa. E il guaio è che le previsioni prevedono pioggia anche per oggi. Inoltre, l’orzo e il frumento, dove le piogge sono state abbondanti, stanno allettando: le piante non riescono più a stare in piedi e, se non si asciugano in fretta, c’è il rischio che la spiga muoia o risulti striminzita. C’è anche la difficoltà di entrare nei campi, con il rischio che gli argini, scavati dalle nutrie, cedano. Qualche anno fa, a Casale, un agricoltore si ribaltò con il trattore e morì».

Nel Veronese il quadro è critico a Sud ed Est, dove alcuni torrenti hanno tracimato in alcuni punti. La tensione tra gli agricoltori è alta: «Ci auguriamo che chi coltiva cereali abbia impostato un piano programmato contro le fitopatie – rimarca Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona -. In caso contrario, il rischio di infezioni fungine è alto.  Chi ha seminato il mais questa settimana dovrà attendere qualche giorno per vedere se ci sono stati danni, ma i guai veri ci saranno se continuerà a piovere in maniera abbondante, perché c’è il rischio di asfissia della pianta».

Le stime di CODIVE

CODIVE Verona, il Consorzio che si occupa delle assicurazioni agevolate in agricoltura, stila una prima fotografia della situazione.

Nella Bassa Veronese, nelle zone di Cologna Veneta, Pressana e Roveredo di Guà, Nogara e Sanguinetto le precipitazioni hanno raggiunto i 60 millimetri. Il Consorzio prevede danni su cereali, in particolare sul mais appena seminato e allettamenti su frumento ed orzo. Danni anche su orticole, patate e pomodoro nel Colognese.

«È ancora presto fare una stima dei danni – osserva il direttore di CODIVE Michele Marani – è necessario attendere l’evoluzione del maltempo di oggi. Oltre a fenomeni di asfissia causati da anomale precipitazioni stiamo monitorando le eventuali conseguenze del vento forte che sta imperversando nel nostro territorio e che ha colpito frutta, viti e orticole».

Gli effetti della pioggia si sono verificati anche nell’areale dell’alta Val d’Alpone, in particolare S. Giovanni Ilarione, Montecchia di Crosara e Roncà su vigneti e ciliegi con danni da cracking alle ciliegie.

«Nei prossimi giorni – conclude Marani – potremo fare una stima più esatta sia in merito alle zone colpite che alle colture danneggiate».

👉 VUOI RICEVERE IL SETTIMANALE ECONOMICO MULTIMEDIALE DI VERONA NETWORK?
👉 ARRIVA IL SABATO, È GRATUITO!

PER RICEVERLO VIA EMAIL

Condividi ora!