Cà Del Bue. Testa: «Disposto a collaborare con i sindaci»

di Matteo Scolari
Il presidente di AGSM AIM, intervenuto alla puntata Focus Economia del 21 marzo, ha teso la mano ai primi cittadini contrari chiedendo di scegliere assieme il soggetto affidatario di uno studio definitivosugli impatti.

Nella zona est di Verona, nel territorio comunale, sorge Ca’ del Bue, un impianto di smaltimento rifiuti che, nonostante sia nato decenni fa, non è mai stato attivato nella sua forma originaria di inceneritore. Recentemente, tuttavia, l’impianto ha trovato nuova vita grazie ad AGSM AIM, l’azienda municipalizzata del comune di Verona, che ha introdotto un biodigestore per la produzione di biometano, con prospettive di ulteriore espansione. Tuttavia, una proposta per l’aggiunta di una terza linea, dedicata all’essicamento dei fanghi, ha scatenato le proteste dei cittadini, inclusi quelli dei comuni limitrofi di San Martino Buon Albergo, San Giovanni Lupatoto e Zevio, con l’aggiunta delle voci critiche dei loro sindaci.

Il presidente di AGSM AIM, Federico Testa, in una recente intervista proposta all’interno della puntata Focus Verona Economia di giovedì 21 marzo su Radio Adige TV, ha esposto i dettagli dell’operazione e le sue prospettive, mantenendo un atteggiamento aperto al dialogo. La prima linea di produzione, focalizzata sulla trasformazione della frazione organica residua in biometano, è stata lanciata a dicembre 2023. Questo passo si inserisce in un contesto di rincari del metano e mira alla diminuzione dell’impronta carbonica, fornendo carburante più pulito per i bus provinciali e, potenzialmente, per i veicoli di servizio comunale.

L’impianto di Ca’ Del Bue.

Una seconda linea, già approvata dalla Regione, permetterà di aumentare la produzione di biometano. Ma è la terza proposta, quella relativa al trattamento dei fanghi, a sollevare questioni e dibattiti. I fanghi da depurazione, composti in gran parte da acqua e sostanze residuali delle fognature civili, rappresentano una sfida per lo smaltimento a causa dei loro pesanti impatti ambientali e sanitari.

Il presidente Testa ha sottolineato l’importanza di affrontare la questione con dati scientifici solidi, esprimendo la volontà di collaborare con gli enti locali per dimostrare l’efficacia e la sicurezza dell’impianto proposto. L’obiettivo è chiaro: trovare una soluzione sostenibile che non aumenti l’inquinamento o le tariffe dell’acqua, tenendo conto dell’esaurimento delle discariche e delle crescenti difficoltà nello smaltimento dei fanghi.

Le preoccupazioni dei sindaci e dei cittadini riguardano principalmente l’incremento dell’inquinamento e l’impatto sulle comunità locali. Testa ha ribadito l’impegno di AGSM AIM a non procedere senza garanzie concrete di sicurezza e sostenibilità ambientale. L’approccio proposto non prevede l’incenerimento tradizionale dei fanghi, ma un trattamento mirato a minimizzarne l’impatto, con un occhio di riguardo verso le emissioni atmosferiche.

La situazione attuale vede l’attesa di un parere dalla Regione, dopo la richiesta di proroga per l’invio di ulteriore documentazione, inclusa la valutazione dell’impatto sanitario. L’outcome di queste valutazioni sarà decisivo per il futuro dell’impianto e per la comunità di Verona e dei comuni limitrofi.

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