Energia e gas, prezzi come nel 2021, ma bollette più care del 26,2%

di Matteo Scolari
Secondo un'indagine della CGIA di Mestre, le famiglie italiane hanno affrontato un incremento medio annuo delle bollette di circa 328 euro rispetto a tre anni fa.

Nonostante i prezzi di mercato di gas naturale ed energia elettrica siano ritornati, nel febbraio 2024, ai livelli di giugno 2021, le famiglie italiane hanno affrontato un incremento medio annuo delle bollette di circa 328 euro rispetto a tre anni fa, segnando un rincaro del 26,2%. Questo aumento si traduce in 153 euro in più per l’energia elettrica (+24,2%) e 175 euro in più per il gas (+28,1%), nonostante gli sforzi compiuti dai governi Draghi e Meloni, che hanno erogato quasi 100 miliardi di euro per contrastare il caro energia.

Questo fenomeno si deve principalmente all’aumento della quota fissa nelle bollette, ossia quella parte considerata come un canone mensile, che i fornitori di energia hanno alzato per far fronte alla mancanza di liquidità, soprattutto evidente nel 2022. In aggiunta, l’inflazione nel settore energetico ha contribuito notevolmente ad aumentare il costo delle bollette, con gli indici dei prezzi al consumo del gas e dell’energia elettrica che hanno visto impennate rispettivamente del 60,4% e del 93,1%.

L’incremento delle bollette ha colpito in modo diverso il territorio nazionale, con il Nordest che ha subito i rincari più significativi, registrando un aumento medio annuo di 457 euro (+33,6%). Seguono il Nordovest, il Mezzogiorno, e infine il Centro con l’aumento più contenuto di 260 euro (+21,1%).

Un ulteriore punto di critica è il flop del contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle aziende energetiche, che ha visto mancare all’erario circa 7 miliardi di euro rispetto ai 10 miliardi previsti dal governo Draghi per il 2022. La difficoltà nel tassare gli extraprofitti di queste grandi società rimane una sfida aperta.

Inoltre, il passaggio al mercato libero ha portato a un incremento delle bollette della luce del 136% per i clienti del mercato libero, mentre per il gas, nonostante una diminuzione dei prezzi per il mercato tutelato nel 2023, il mercato libero ha registrato un aumento del 6,7%. Da gennaio 2024, il servizio di tutela per il gas è terminato, e si prevede la fine graduale di quello per l’energia elettrica a luglio 2024.

I lavoratori autonomi, che rappresentano circa il 70% degli artigiani e commercianti senza dipendenti né collaboratori familiari, hanno sentito particolarmente il peso di questi aumenti, pagando due volte l’impennata delle bollette sia come utenti domestici che come microimprenditori. Nonostante una generale diminuzione del rischio povertà o esclusione sociale, le famiglie con reddito principale da lavoro autonomo continuano a mostrare maggiori fragilità economiche e sociali.

Infine, sebbene l’Italia registri uno dei prezzi più alti dell’energia elettrica nell’Area Euro, per il gas naturale mantiene invece una posizione più contenuta, offrendo prezzi inferiori rispetto a molti paesi dell’Eurozona.

Questo complesso scenario sottolinea la necessità di politiche energetiche più eque e sostenibili, capaci di proteggere i consumatori italiani dalle fluttuazioni del mercato e dagli impatti dell’inflazione, garantendo al contempo la sicurezza energetica del Paese.

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