G7, Urso: «Le imprese hanno bisogno di ascolto»

di Redazione
Presente al B7 di Verona anche il Ministro dello Sviluppo e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha fatto il punto sullo stato di salute dell'economia europea e occidentale, e le sfide dell'industria 5.0.

Presente al B7 di Verona anche il Ministro dello Sviluppo e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha fatto il punto sullo stato di salute dell’economia europea e occidentale, e le sfide dell’industria 5.0.

«Abbiamo voluto ripristinare il G7 sull’industria e sulle tecnologie, domani e dopodomani a Verona e Trento, dopo sette anni di assenza, perché riteniamo assolutamente fondamentale, soprattutto in questo momento storico, che i grandi dell’Occidente si confrontino su come incentivare lo sviluppo e la competitività dei nostri Paesi e dell’Europa. L’anteprima di oggi, qui a Verona, è importante perché pone le basi per un confronto diretto con i ministri del G7 su queste tematiche così fondamentali per lo sviluppo, l’impresa e il lavoro».

La situazione geopolitica

La sfida più importante, adesso, è quella di garantire gli approvvigionamenti per le imprese occidentali, come ricorda Urso. «Uno dei temi che verranno affrontati è come garantire gli approvvigionamenti, a partire dalla materie prime, che serviranno a garantirci un’autonomia strategica nella duplice transizione, quella green e quella digitale, sicuramente molto sfidante».

«Questo anche alla luce di quello che sta accadendo intorno all’Europa, con l’invasione della Russia in Ucraina, unitamente agli altri focolai di guerra in Medio Oriente, che hanno avuto conseguenze anche lungo le linee marittime del Canale di Suez con il blocco del Golfo Persico, così come non dimentichiamo i golpe militari che si sono susseguiti negli ultimi anni lungo i Paesi del Sahel».

«Sembra quasi che ci sia un tentativo di accerchiare l’Europa. Dobbiamo quindi garantire gli approvvigionamenti, per poter garantire lo sviluppo dell’attività di impresa, il lavoro, la competitività dei nostri Paesi e, in qualche misura, anche le nostre libertà e la nostra indipendenza, su cui si fonda anche il G7».

Il confronto tra imprese e istituzioni

«Domani i rappresentanti delle sette associazioni di impresa si confronteranno con i ministri del G7. Anche questo è un modo nuovo di approcciare i problemi, scegliendo il metodo del confronto tra società produttiva e coloro che rappresentano le istituzioni, e quindi le democrazie. Credo che questo sia molto importante, perché proprio in questo momento c’è bisogno di ascolto e noi dobbiamo ascoltare quello che le nostre imprese hanno da dire», ha aggiunto il ministro.

Le sfide dell’intelligenza artificiale

«Proprio oggi il Parlamento europeo ha votato il regolamento sull’intelligenza artificiale: finalmente l’Europa ha un quadro normativo immediatamente applicabile da ciascuno dei ventisette Paesi europei. In questo contesto ci confrontiamo con altri Paesi, come Giappone, Canada e Stati Uniti, che hanno delle normative diverse da quelle europee, e il nostro compito è trovare dei punti di confronto e di unione. Noi abbiamo una visione antropocentrica, in cui l’uomo è al centro di questi processi e deve restarne al centro, imparando a sfruttare al meglio l’intelligenza artificiale».

Ilva

Urso ha affrontato poi il tema dell’ex Ilva. «Il rischio serio che si bloccasse l’attività degli stabilimenti l’abbiamo sventato con l’amministrazione straordinaria. Il tribunale ha certificato che vi era una palese insolvenza ipotizzando anche la bancarotta. Ora i commissari, che sono stati giudicati adeguati, hanno rimesso in moto il processo produttivo, a cominciare dalla messa in sicurezza degli impianti, che era quello che più ci preoccupava, per garantire la sicurezza del lavoro e anche la sicurezza ambientale e quindi della salute dei cittadini di Taranto».

L’importanza della connettività

Un accenno anche alla presenza del CEO di Metinvest. «La sua presenza, come quella di tanti altri, può portare un contributo importante sulla grande sfida della connettività, da quella dei trasporti a quella dei dati. Anche gli Emirati su questo tema sono molto impegnati. Il rappresentante di governo della Corea porterà poi il suo contributo fondamentale. In più sarà presente anche il vicepremier dell’Ucraina, per l’Europa una partner fondamentale, nonché un segnale anche in vista dell’integrazione del Paese in Europa».

«Mi confronterò poi con tanti attori dell’economia, come Metinvest, già presente nel nostro Paese con due stabilimenti e che ne sta realizzando un altro molto più significativo, frutto dell’accordo del memorandum che abbiamo sottoscritto qualche settimana fa nel sito siderurgico di Piombino».

Silicon Box

«L’amministratore delegato di Silicon Box prevede che il progetto sia cantierabile già da quest’anno. Si tratta di un investimento molto significativo, di tre miliardi e duecento milioni di euro nella fase degli impianti, ma che poi creerà un moltiplicatore di almeno altri quattro miliardi nei prossimi anni. Per noi è una grande scommessa, nonché una grande sfida vinta dall’Italia, che si prepara a diventare una delle sedi più attrattive per gli investimenti della microelettronica in tutta Europa», ha aggiunto Urso.

Industria 5.0

Urso ha infine concluso con una dichiarazione in merito agli investimenti nell’industria 5.0 e alle tempistiche a essa legata. «Abbiamo da poco iniziato ad annunciare degli investimenti nella transizione 5.0, e il confronto in Europa è finito a dicembre. Inoltre, il decreto legge è in questo momento in discussione in Parlamento, e sarà approvato nelle prossime settimane. Più veloce di così era impossibile».

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