Carburanti, effetto panico per la crisi nel Golfo: impennata delle vendite ai distributori
di Matteo ScolariLa tensione geopolitica in Medio Oriente inizia a produrre effetti concreti anche sui consumi energetici in Italia. Nel fine settimana appena trascorso si è registrato infatti un aumento anomalo delle vendite di carburanti su numerosi impianti di distribuzione, spinto dal timore di ulteriori rialzi dei prezzi legati alla crisi tra Iran e Paesi del Golfo.
Secondo quanto comunicato da FederPetroli Italia, l’“effetto panico” ha portato molti automobilisti a fare rifornimento, con un incremento significativo delle vendite di gasolio, benzina e altri prodotti petroliferi in diversi punti vendita sul territorio nazionale.

«Avevamo già notato un cambio anomalo delle vendite nella scorsa settimana, con un aumento progressivo, ma era ancora presto per parlare di una vera e propria corsa al pieno di benzina», spiega il presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia. «Nel weekend invece il fenomeno si è accentuato, confermando una reazione dei consumatori alle tensioni internazionali e alle prospettive di nuovi aumenti dei prezzi».
Il contesto energetico resta infatti estremamente volatile. Le quotazioni del petrolio hanno superato nuovamente la soglia dei 100 dollari al barile, con il Brent a 106,70 dollari e il WTI a 99,87 dollari, mentre il gas naturale al mercato TTF di Amsterdam ha raggiunto 64,34 euro per megawattora. Parallelamente si registra un nuovo aumento dei prezzi alla pompa: oggi il gasolio self service è arrivato a 1,889 euro al litro, mentre la benzina verde ha toccato 1,729 euro.

Alla luce di questo scenario, FederPetroli guarda con attenzione alle possibili misure del Governo sul fronte fiscale. «Se il Governo Meloni interverrà sulle accise, sarà possibile mantenere un equilibrio sia nei consumi sia nelle tasche degli italiani, in un contesto segnato da quella che ormai viene definita la crisi di Hormuz, che coinvolge tutto il Medio Oriente», osserva Marsiglia.
L’associazione attende chiarimenti sulle modalità di applicazione della cosiddetta “accisa mobile” e su eventuali interventi straordinari per contenere l’impatto dei rincari energetici. «I prezzi del greggio sono in continua salita e le quotazioni stanno uscendo dalla scala della normalità. Senza un intervento rapido del Governo la situazione rischia di diventare difficile, perché parliamo di prodotti essenziali per i consumi quotidiani».

Sul tema intervengono anche le associazioni dei consumatori, che mettono in guardia dal rischio di rincari speculativi. Federconsumatori, insieme ad Adoc e Assoutenti, ha partecipato a una riunione urgente della Commissione di allerta rapida convocata dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, chiedendo interventi immediati per evitare che l’impennata dei carburanti si traduca in un aumento generalizzato dei prezzi. Secondo le associazioni, i rincari potrebbero avere effetti diretti sui rifornimenti e indiretti sul carrello della spesa, considerando che in Italia oltre l’86% delle merci viaggia su gomma. Per questo le organizzazioni chiedono misure urgenti per disinnescare eventuali speculazioni, tra cui una sterilizzazione delle accise sui carburanti di circa 20 centesimi al litro e una rimodulazione dell’IVA sui beni di prima necessità, interventi che potrebbero alleggerire il peso dei rincari sulle famiglie.
Secondo FederPetroli, la crisi attuale evidenzia ancora una volta la necessità di una strategia strutturale sul fronte energetico. «Il nostro Paese ha bisogno di una Strategia energetica nazionale, che oggi non esiste. Servono politiche capaci di rendere l’Italia più indipendente e di evitare che tensioni internazionali si traducano immediatamente in difficoltà per imprese e consumatori».
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