G7, a Verona c’è chi dice no!
di Matteo ScolariAlla vigilia della sessione del G7 dedicata a Industria, Tecnologia e Digitale, prevista dal 13 al 15 marzo tra Verona e Trento, emergono forti preoccupazioni e critiche, espresse in un comunicato da Luca Perini, Segretario Provinciale di Sinistra Italiana Verona. Il summit, che vedrà la partecipazione delle sette maggiori potenze occidentali industrializzate (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti), è accusato di mancare di procedure democratiche e di esercitare un controllo economico e militare globale, nonostante rappresenti solo una minoranza della popolazione mondiale.
Il comunicato evidenzia la natura elitaria del G7, privo di una sede fissa e di strutture permanenti, che si autoconvoca annualmente con mandati temporanei, influenzando significativamente le politiche economiche e commerciali a favore delle multinazionali occidentali e escludendo attivamente le potenze emergenti come Cina, Brasile e India.
Viene criticato il dominio esercitato sulle istituzioni democratiche globali, come l’ONU, a favore di un’agenda che privilegia gli interessi delle nazioni più ricche. Particolare attenzione viene data alla sessione veronese, focalizzata sul controllo della produzione di semiconduttori e tecnologie avanzate, elementi chiave per il futuro economico e militare. L’obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza da paesi terzi nelle catene di approvvigionamento di questi materiali critici è interpretato come un tentativo di contenere l’ascesa di nuovi attori globali, in particolare la Cina.
Luca Perini, nel comunicato, denuncia il G7 come strumento dell’egemonia americana, critica la complicità europea in questa dinamica e mette in guardia contro una crisi economica e politica che potrebbe portare a un conflitto globale più esteso e pericoloso. Propone, quindi, una decisa opposizione alle politiche del G7, favorendo un modello economico e politico multipolare che promuova un equilibrio sostenibile e rispettoso delle risorse e dell’ambiente, presentandosi come un’alternativa concreta al dominio occidentale. Il comunicato chiama infine a un rafforzamento dell’ONU, per renderla più democratica e inclusiva, in grado di promuovere una vera uguaglianza e cooperazione internazionale, superando le politiche coloniali e neocoloniali del passato.
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