Donazzan a Bardolino per il convegno sulla scuola: «Temi delicati»

di Redazione
L’assessora regionale Elena Donazzan ieri era a Bardolino per la tavola rotonda del sindacato Snals-Confsal Veneto sulle prospettive della scuola: «Agenzia formativa che va sostenuta da tutta la comunità educante».

«In Veneto, dal punto di vista dell’istruzione e delle competenze, abbiamo prodotto risultati straordinari che ci rendono migliori, rispetto ad altre regioni d’Italia, in termini di dispersione scolastica, percentuale di Neet (giovani che non studiano né lavorano), qualità della scuola. Tutte le indagini, gli osservatori e le competizioni a cui le scuole venete partecipano, ci dicono che la qualità di istruzione in Veneto è eccellente».

Così ieri mattina l’assessora all’Istruzione e Lavoro della Regione del Veneto Elena Donazzan intervenuta alla tavola rotonda organizzata dalla Segreteria regionale Snals-Confsal Veneto – Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola per parlare delle prospettive nella scuola veneta.

Un’occasione di riflessione e approfondimento su alcuni temi emergenti, dalla nuova legge sulla filiera formativa tecnologica – professionale, all’ emergenza educativa in atto.

«In questi anni – ha aggiunto l’assessora – la Regione del Veneto ha affrontato temi delicati del mondo della scuola, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e Territoriale e con i Sindacati, corpo intermedio importante che fa sintesi delle complessità e delle sfide di cui ci dobbiamo occupare. Alla scuola e ai docenti spesso viene attribuito un ruolo salvifico di fronte ai preoccupanti fatti di cronaca quotidiani. Per combattere le sempre più frequenti degenerazioni comportamentali, credo sia necessario ridare autorevolezza ai docenti su cui non deve ricadere tutto il peso. È fondamentale puntare sul senso civico, sul rispetto delle regole, sul dialogo che sono il frutto di principi e valori che tengono insieme una comunità in cammino. Come Regione del Veneto stiamo ragionando di come l’intera comunità educante debba prendere atto che la responsabilità è collettiva, ciascuno per il proprio ruolo. Allo stesso tempo, però, è necessario sostenere i giovani che spesso manifestano il loro disagio con l’ansia, la depressione, l’abbandono scolastico, favorendo l’attivazione e la partecipazione dei giovani alla società e al mercato del lavoro come strumenti per superare la fragilità».

L’assessora ha quindi affrontato anche il tema della riforma scolastica, su cui – ha spiegato – «credo si siano sbagliati i tempi e non i contenuti. Bisogna saper intercettare il fabbisogno del territorio che sta mutando, e la scuola veneta, come ha sempre fatto, deve riuscire a supportare questo cambiamento».

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