“La sostenibile leggerezza dell’acqua S.Bernardo” spiegata da Elena Tassone
di adminLa Responsabile Marketing dell'azienda dell'alta Valle Tanaro, illustra i tre progetti che contribuiranno a rendere S.Bernardo CO2 impatto zero entro il 2026.
Elena Tassone è la giovane Responsabile Marketing di S.Bernardo, storica azienda di imbottigliamento di acqua minerale di Garessio. È con entusiasmo che racconta dei tre progetti che porteranno la S.Bernardo ad essere CO2 impatto zero entro il 2026, anno del centenario.
Progetti che vedono la collaborazione con Slow Food, altro mondo che la dottoressa Tassone conosce molto bene. "Per S.Bernardo avere partner autorevoli e affidabili è importante – spiega – Per questo siamo orgogliosi della partnership stabilità con Slow Food. Proprio con loro abbiamo pensato a tre step cruciali che ci faranno raggiungere l’impatto ambientale pari a zero".
Elena Tassone li elenca: la creazione di boschi di città, con la piantumazione di specie arboree ed essenze autoctone in contesti urbani e limitrofi, creando nuovi polmoni verdi per le comunità. Sarà proprio Bra, patria di Slow Food, ad ospitare il primo bosco urbano.
Un altro step prevede la riqualificazione di aree forestali, restituendo loro la piena capacità di assorbimento del carbonio e, infine, la tutela di aree di prato stabile lasciandole libere di sviluppare la loro biodiversità, contribuendo così al sequestro di carbonio.
Progetti che vedono la collaborazione con Slow Food, altro mondo che la dottoressa Tassone conosce molto bene. "Per S.Bernardo avere partner autorevoli e affidabili è importante – spiega – Per questo siamo orgogliosi della partnership stabilità con Slow Food. Proprio con loro abbiamo pensato a tre step cruciali che ci faranno raggiungere l’impatto ambientale pari a zero".
Elena Tassone li elenca: la creazione di boschi di città, con la piantumazione di specie arboree ed essenze autoctone in contesti urbani e limitrofi, creando nuovi polmoni verdi per le comunità. Sarà proprio Bra, patria di Slow Food, ad ospitare il primo bosco urbano.
Un altro step prevede la riqualificazione di aree forestali, restituendo loro la piena capacità di assorbimento del carbonio e, infine, la tutela di aree di prato stabile lasciandole libere di sviluppare la loro biodiversità, contribuendo così al sequestro di carbonio.
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