“Banche rotte”, Maurizio Crema ospite di Verona Network

di admin
Il giornalista veronese, da anni al Gazzettino, si è occupato per decenni dei temi finanziari che riguardano le banche, in particolare ha seguito e messo nero su bianco le vicende che hanno interessato la Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
In una recente puntata del programma "Squadra che Vince", in onda su Radio Adige TV, abbiamo avuto il piacere di ospitare Maurizio Crema, giornalista veronese, esperto di economia per il Gazzettino, per discutere un argomento di grande rilevanza: la crisi delle banche venete, con un focus particolare sui casi della Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
A quest’ultimi ha "dedicato" anche un libro, dal titolo "Banche rotte – I giorni più bui di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza" edito da Nuovadimensione. Una pubblicazione del 2016, giunta alla quarta ristampa, che torna prepotentemente di attualità a pochi giorni da alcune sentenze definitive che potrebbero arrivare per i due ex istituti di credito acquistati a un euro da Intesa San Paolo e in uno scenario dove, con la fusione tra BCC di Verona e Vicenza con Banca Patavina, potrebbe tornare protagonista, con altre impostazioni evidentemente, una banca forte e rappresentativa della regione: BCC Veneta.

Contesto e impatto

Il tema delle banche è sempre stato complesso e delicato, ma nel nostro dialogo con Crema, è emerso chiaramente come la situazione di queste due banche abbia avuto ripercussioni profonde sui risparmiatori. Le storie personali di migliaia di persone del Nord-Est Italia, come narrate nel film "Cento Domeniche" di Antonio Albanese, rivelano l’aspetto umano e drammatico di questa crisi. Non solo si sono volatilizzati i risparmi di una vita, ma è stata infranta la fiducia verso istituzioni bancarie considerate pilastri della comunità locale.

Il ruolo dello Stato e la vigilanza bancaria

Crema ha sottolineato un punto cruciale: la risposta tardiva dello Stato italiano, che ha rimborsato parzialmente i risparmiatori tramite il fondo FIR, rappresenta una tacita ammissione di responsabilità. È stata la prima volta che le perdite degli azionisti sono state rimborsate con fondi statali, una mossa che pone interrogativi sulla vigilanza di Bankitalia e Consob. Questa crisi ha evidenziato lacune nel controllo delle banche, specialmente in un periodo di trasformazioni e fusioni nel settore bancario.

Le cause profonde e le conseguenze giudiziarie

Analizzando le cause di questo tracollo finanziario, Crema ha evidenziato come la trasformazione in SPA delle banche abbia segnato un punto di svolta, culminando nella liquidazione nel 2017. Le attuali indagini giudiziarie e le sentenze imminenti potrebbero aprire nuovi scenari, inclusa l’ipotesi di bancarotta, che aggraverebbe ulteriormente le responsabilità legali dei vertici bancari.

Il futuro delle banche venete e il ruolo della politica:

La discussione si è poi spostata sul futuro del sistema bancario veneto e il ruolo della politica regionale. Nonostante la crisi, si assiste a una riorganizzazione con l’emergere di nuove entità come la BCC Veneta. Tuttavia, permane l’interrogativo su come queste banche possano mantenere il loro legame con il territorio senza perdere la fiducia della popolazione. La politica locale, secondo Crema, ha mostrato una certa indifferenza durante la crisi, un aspetto che necessita di maggiore attenzione e responsabilità in futuro.
Per concludere, il nostro dialogo con Maurizio Crema ha gettato luce su una delle crisi bancarie più significative degli ultimi anni in Italia. Mentre il sistema bancario cerca di riguadagnare la fiducia perduta e si muove verso una nuova fase di riorganizzazione, rimane fondamentale imparare dalle lezioni del passato. La speranza è che il futuro bancario del Veneto possa essere costruito su basi più solide e trasparenti, garantendo la sicurezza e la fiducia dei risparmiatori.

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