Banca Veronese, Martino Fraccaro nuovo presidente

di admin
L’Assemblea dei soci vota il miglior bilancio degli ultimi 45 anni ed elegge il Consiglio di amministrazione con l’ingresso di nuovi esponenti. Un saluto commosso e un ringraziamento della platea a Gianfranco Tognetti, che lascia l’incarico.

Con l’assemblea dei soci di sabato scorso Banca Veronese inaugura un nuovo corso, eleggendo il nuovo Consiglio di amministrazione, che resterà in carica nel prossimo triennio.
Gli eletti sono Roberta Bricolo, Graziano Dusi, Martino Fraccaro, Lucio Leoni, Marco Negri, Filippo Orlandi, Mauro Pattaro, Paola Segala, Claudio Zanon. Per il collegio sindacale sono stati eletti Giovanna Rebonato (Presidente), Francesco Moretto e Alberto Tognetti (Sindaci effettivi), Alberto Turri e Valentina Lonardi (supplenti).
Il Consiglio di amministrazione, riunitosi per la prima seduta, ha poi provveduto alla nomina dei vertici dell’Istituto, indicando come Presidente Martino Fraccaro, già Direttore fino a poche settimane fa di Banca Veronese e figura di riferimento per la sua lunga e qualificata esperienza nel Credito Cooperativo. Fraccaro assicura inoltre un legame molto forte con la base sociale e la clientela per aver diretto per oltre quarant’anni la BCC. Vicepresidente è stato nominato in logica di continuità rispetto al recente mandato Claudio Zanon.
Fraccaro succede a Gianfranco Tognetti, al quale l’assemblea dei soci ha tributato un lungo applauso e un ringraziamento commosso dopo una Presidenza durata quasi quarant’anni.

Il Consiglio di amministrazione uscente e tutti i dipendenti, insieme agli ospiti istituzionali nel salutare il Presidente Tognetti hanno espresso riconoscenza per quanto egli ha saputo dare al Credito Cooperativo e alla Banca in particolare, contribuendo con la sua esperienza e la sua visione a costruire una banca solida, che proprio quest’anno ha registrato il miglior utile degli ultimi 45 anni e con un patrimonio in grado di assicurare stabilità e tranquillità.
Il bilancio approvato dai soci in assemblea vede un utile netto che si attesta a 11 milioni di euro (+63,7% sul risultato precedente), con il patrimonio netto che quindi raggiunge gli 86,4 milioni di euro (+12,3%). I fondi propri toccano quota 87,4 milioni di euro (+ 16%), consolidando quindi la capacità della Banca di sostenere adeguatamente lo sviluppo del territorio. Il CET 1, primo indicatore di solidità di ogni banca, migliora per Banca Veronese di oltre 5 punti percentuali, arrivando al 25,6% e raggiunge un ottimo risultato il Total Capita Ratio al 26%: un dato di eccellenza. Il Roe migliora la sua performance di quasi 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno al 14,39%. Il Texas Ratio migliora, arrivando al 6,7%: ottimi standard, che certificano la capacità della banca di migliorare i propri indici di solidità e di efficienza.

«In prospettiva futura partiamo dalla governance- commenta il neo eletto Presidente Martino Fraccaro – confermando nella compagine di governo esponenti qualificati di nomina recente che hanno dato prova di grande capacità nell’ultimo biennio di governo della banca e che quindi potranno portare il loro contributo di professionalità e competenza nel corso del mandato- afferma. Porterò la mia esperienza e la mia conoscenza del tessuto socio-economico territoriale a vantaggio della banca- continua Fraccaro–  assicurando continuità, pur nel solco di un necessario rinnovamento in quella che sarà la nuova Direzione, affidata all’attuale Vicedirettore Andrea Marchi.
I nostri soci ci dimostrano fiducia, ci riconoscono un ruolo di partner affidabile e solido e ci chiedono di continuare a presidiare il territorio con cura e con serietà, assicurando anche alle piccole e medie imprese prodotti e servizi a condizioni competitive.
Nel 2023 la Banca festeggerà un anniversario importante ovvero i primi 120 anni dalla sua fondazione- conclude il Presidente. Sarà per noi occasione di confrontarci su alcuni grandi temi che ci stanno a cuore, non solo di carattere economico-finanziario, ma di riferimento per la nostra attività di mutualità e cooperazione come il sociale, la cultura, l’ambiente, le tradizioni locali legate ai prodotti eno-gastronomici e all’indotto. L’entusiasmo e la volontà di crescere ci sono, da parte di tutti».

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