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Della Bella: «Auguro al nuovo direttivo la mia stessa libertà di espressione»

di admin
Renato Della Bella, presidente uscente Apindustria Confimi Verona, durante l’assemblea generale dell’associazione di categoria ha tracciato una fotografia del suo mandato, tra difficoltà e battaglie vinte, con uno sguardo verso l’imprenditoria del futuro.

Quale eredità lascia, dopo sei anni di mandato?
Sicuramente lascio un’associazione viva e dinamica, con un gruppo di imprenditori ricco di voglia di fare, libero, con tanta voglia di occuparsi della città e delle sue aziende. Sono stati sei anni entusiasmanti, che mi hanno permesso di crescere e capire cosa significa rappresentare aziende importanti e di quanto sia fondamentale, nel mondo dell’imprenditoria, fare rete. Le partite che abbiamo giocato come associazione sono state tante, l’importante è stare attenti alle esigenze del territorio e rispondere sempre alle sfide.
Avete spinto molto sul concetto di “fare rete”: era giusto farlo?
Sì, era giusto e necessario. Abbiamo affrontato tematiche complesse come la legalità e il rischio delle infiltrazioni malavitose nel nostro territorio: argomenti, insomma, piuttosto delicati. Abbiamo però ritenuto però necessario spenderci perché ce n’era bisogno, e perché siamo imprenditori sani e ci vogliamo circondare di un territorio sano. Quando abbiamo parlato di aeroporto, AGSM AIM, Cattolica e di altre tematiche, avevano un unico fine: non criticare, ma porre attenzione alle questioni per l’esclusivo interesse delle aziende che rappresentiamo.
Nessun rimpianto, quindi?
Assolutamente no. Sono convinto che questo sia il dovere di chi rappresenta un’associazione importante e quindi auguro al futuro presidente e al futuro gruppo dirigente di poter essere libero di esprimersi come sono stato io.
Avete presentato anche uno studio in collaborazione con l’Università di Padova che tenta di dare un quadro generale sull’andamento dell’imprenditoria scaligera, in un momento storico decisamente particolare, per tanti motivi…
Si parla tanto di transizione e come far crescere le nostre aziende in un’economia sempre più complessa e globalizzata. Abbiamo dunque ritenuto necessario partire da questo studio, realizzato su aziende veronesi e venete, che fotografa un trend generale che evidenzia che c’è bisogno di una giusta dimensione per le aziende, che sembra essere più grande di quella attuale. E allora quando ci rivolgiamo alla politica, dobbiamo dare degli obiettivi, spinti, condivisi e portati avanti per convincere la politica che noi, le PMI, siamo il settore su cui investire.
Renato Della Bella da domani che cosa farà?
L’imprenditore, come ho sempre fatto.

L’intervista

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