Eletto il delegato di Coldiretti Giovani Impresa Verona: è Riccardo Pizzoli

di admin
24 anni, laureato in economia e marketing nel sistema agro-industriale, Pizzoli gestisce con il papà e il nonno un allevamento di bovini da latte a Bovolone. Pizzoli rappresenterà i 150 under 30 scaligeri raccogliendo il testimone di Riccardo Franco.

Riccardo Pizzoli, 24 anni, è il nuovo delegato di Coldiretti Giovani Impresa di Verona. Eletto per acclamazione, Pizzoli raccoglie il testimone da Riccardo Franco e resterà in carica per cinque anni.
L’elezione è avvenuta nei giorni scorsi al Mercato Coperto di Campagna Amica durante l’assemblea dei soci under 30 di Coldiretti formata dai componenti del Comitato direttivo e dai rappresentanti dei 150 giovani dei vari comuni della provincia con diritto di voto. L’elezione è avvenuta a seguito di numerosi incontri sul territorio della provincia di Verona con ragazzi che rappresentano un po’ tutte le tipologie di imprenditore agricolo: dall’attività agrituristica, a quella di coltivazione di seminativi e di allevamenti anche in montagna fino al vitivinicolo senza tralasciare chi è anche influencer. 
Pizzoli è laureato in economia e marketing nel sistema agro-industriale e conduce, insieme al nonno e al padre un allevamento di bovini da latte a Bovolone. «Onorato per la nomina che mi è stata assegnata sarò determinato con l’obiettivo di aggregare sempre più giovani per creare un gruppo unito che sappia fronteggiare le difficoltà e  proporre nuove migliorie e soluzioni» ha dichiarato il neoeletto Pizzoli che aggiunge: «Credo che l’importanza di Coldiretti sia nell’unione di tutti questi giovani imprenditori che hanno la possibilità di confrontarsi e di trasmettere le proprie idee tramite questa bellissima Associazione che ci dà la possibilità di crescere sotto ogni punto di vista, di metterci in gioco e di fare la differenza. Vorrei ringraziare tutti i giovani che mi hanno dato la loro fiducia e in particolare Riccardo Franco e il comitato uscente per lo spirito ed i valori che mi hanno trasmesso in questi anni».
Oltre al delegato Riccardo Pizzoli sono stati eletti i componenti del Comitato direttivo che hanno una media di 27 anni, la metà è titolare di impresa con sede nei vari territori nella provincia di Verona, rappresentando le principali categorie imprenditoriali: allevamenti di bovini e ovicoli, ortofrutta, vitivinicolo, seminativi e leguminose. Sono Luca de Grandis, Elia Gogole, Fabio Biasi, Stefano Cristofoli, Andrea Crema, Desirè Faccio, Fabio Bertini, Alessandro Giacomazzi, Sofia Fugolo, Giacomo Tosi, Tanita Danese, Leonardo Benedetti e Giulia Faccio. 
Durante l’assemblea sono intervenuti il presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini e il delegato regionale dei giovani Marco de Zotti evidenziando che occorre sostenere il ritorno alla terra dei giovani e la capacità dell’agricoltura italiana di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale superando gli ostacoli burocratici che si frappongono all’insediamento. La serata si è conclusa con il passaggio di consegne all’interno della segreteria del movimento tra Chiara Gozzo e Pietro Apostoli che d’ora in avanti si occuperà delle attività rivolte ai ragazzi. Le attività del gruppo giovani sono, infatti, molteplici: dalla formazione in aula ai viaggi studio, dall’organizzazione di convegni ma anche di manifestazioni come la recente gara di motoaratura che ha coinvolto una trentina di giovani agricoltori e attirato più di 400 visitatori. 
Nello spazio di un decennio, tra crisi, pandemia e guerra, il settore agricolo – evidenzia Coldiretti Verona – è diventato di fatto il punto di riferimento importante per le nuove generazioni, al contrario di altri settori dove si registrano crolli del numero di imprese under 35 che vanno dal 24% per le costruzioni al 25% per il commercio al dettaglio, dal 28% per il tessile al 48% per le telecomunicazioni. Le aziende guidate da under 35 – sottolinea Coldiretti – hanno una superficie (Sau) superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più. Si tratta di imprese con almeno un’attività connessa, indirizzate verso la pratica biologica e verso la commercializzazione dei prodotti aziendali, estremamente digitalizzate. Basti pensare che più di una su tre (34%) è informatizzata e una su quattro (24%) ha realizzato innovazioni in azienda nell’ultimo triennio, secondo l’analisi Coldiretti su dati del Censimento Istat. 

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