Confcommercio Verona. Arena: «Famiglie e imprese sotto shock, è emergenza»
di adminDifficile essere ottimisti secondo Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona: caro energia e inflazione mettono in ginocchio l'economia nazionale proprio quando si auspica la ripartenza. Orizzonte nero per le città d'arte, registrate perdite del 30%. Verona sopra la media italiana con un deficit del 50%
«Caro energia e boom dell’inflazione rappresentano un vero e proprio shock di inizio anno per famiglie e imprese, ancora alle prese con le misure legate all’emergenza sanitaria: in queste condizioni, è difficile essere ottimisti».
E’ il commento di Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona a proposito dell’attuale situazione dell’economia e del terziario di mercato; «Se sul mercato continueranno le tensioni sul gas viste a gennaio – prosegue il presidente -, si rischia un salasso di varie decine di miliardi in più solo per far fronte alle bollette energetiche, con conseguente diminuzione della capacità di spesa dei nuclei familiari. Le misure di compensazione fin qui messe in campo dal Governo non bastano».
E’ il commento di Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona a proposito dell’attuale situazione dell’economia e del terziario di mercato; «Se sul mercato continueranno le tensioni sul gas viste a gennaio – prosegue il presidente -, si rischia un salasso di varie decine di miliardi in più solo per far fronte alle bollette energetiche, con conseguente diminuzione della capacità di spesa dei nuclei familiari. Le misure di compensazione fin qui messe in campo dal Governo non bastano».
Già ora la situazione è tutt’altro che brillante: «Si parla di ripresa e di crescita record del Pil ma i consumi, come rilevato dall’Ufficio Studi di Confcommercio, sono ancora sotto del 7,7% rispetto al pre-pandemia, ovvero il 2019. Il sistema ricettivo e la ristorazione mostrano perdite in termini di consumi pari a quasi al 30% su scala nazionale con punte di oltre il 50% nelle città d’arte come Verona. Male anche i trasporti, l’abbigliamento e le calzature, che registrano cali a doppia cifra a causa di questa sorta di lockdown strisciante. Senza dimenticare, naturalmente, la drammatica situazione delle discoteche tuttora chiuse»
«Per il caro energia – fa presente il direttore generale di Confcommercio Verona Nicola Dal Dosso – la riduzione degli oneri di sistema per il primo trimestre 2022 rappresenta un piccolo passo avanti, ma resta l’urgenza di un piano di azione strutturale comprensivo, tra l’altro, della riforma dell’impianto della bolletta elettrica e della riduzione della dipendenza dalle forniture estere. Inoltre, servono misure per compensare gli impatti negativi dell’aumento dei prezzi dei carburanti sulla filiera del trasporto e della logistica. E’ urgente un provvedimento di estensione delle moratorie fiscali e creditizie».
Le misure contenute nel nuovo decreto sostegni, tra cui circa un miliardo di euro per le imprese più colpite dalla nuova fase della pandemia, soprattutto quelle del terziario di mercato, vengono infatti definite insufficienti da Confcommercio Verona. «Il mancato accoglimento della richiesta di un nuovo ciclo di cassa Covid – conclude Dal Dosso – è un grave errore che penalizza ulteriormente le attività imprenditoriali del terziario di mercato che in questi due anni sono state di gran lunga le più penalizzate dagli effetti della pandemia».
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