Cara energia, quanto mi costi
di adminUn dato su tutti che ci ha comunicato Matteo Ballarin, presidente di WithU in occasione della quarta puntata della Settimana Veronese della Finanza di giovedì 2 dicembre, fa capire cosa stia accadendo nel mercato dell’energia: «L’anno scorso, nel mese di settembre il gas lo compravano a 5 euro a megawatt ora, quest’anno era 90 euro megawatt ora».
Basta questo per capire che non si tratta solo di un normale, quasi fisiologico, rincaro a cui siamo abituati. Qui c’è qualcosa di più grosso e di più importante. Le tensioni sui mercati di approvvigionamento del metano, necessarie anche per la produzione di energia elettrica, risentono di vari fattori: sicuramente tra i rapporti non sempre chiari e trasparenti tra la Russia e l’Unione Europea, in particolare la Germania, che non ha ancora autorizzato l’apertura ultimata del cosiddetto “Nord Gas Stream”, il grande condotto che fa arrivare il gas dal paese di Putin a quello di Angela Merkel; in secondo luogo un gioco al rialzo che alcuni produttori di energia starebbero mettendo sul tavolo per ripianare le perdite dello scorso anno, razionalizzando le forniture e vendendo l’energia a prezzi più elevati in un momento in cui la ripresa economica, anche nel nostro Paese, ne richiede in quantità notevole.
Quanto potrà durare questa situazione? Pochi sanno fare previsioni, anche perché lo scenario che si è andato a delineare è del tutto inedito e per certi versi imprevedibile. Ciò che sta preoccupando sono sì i rincari per le famiglie, che probabilmente riusciranno a far fronte agli aumenti, rinunciando però ad altri acquisti, quindi contribuendo al rialzo dell’inflazione, ma ancor di più i salassi per le aziende.
Ci sono imprese che hanno visto triplicare il costo della bolletta e se una PMI italiana spende, ad esempio 100 mila euro al mese di corrente elettrica, non è detto che dall’oggi al domani ne riesca a pagare 300 mila.
Ci auguriamo tutti che si tratti di una situazione temporanea e che la primavera, come di solito accade, riporti i livelli alla normalità. Nel frattempo dovremmo abituarci anche a un nuovo modo di approcciarci con i consumi energetici, partendo dalla nostra quotidianità. Mancati investimenti nelle rinnovabili (confidiamo negli investimenti del PNRR) e strategie geopolitiche che viaggiano ben oltre le nostre teste ci tengono in scacco. Meno dipendenti da questi due fattori siamo e più “liberi” saremo.
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