PNRR? Molto più di un trending topic. È una prova di maturità
di adminSe ne parla sempre di più, e in tutte le salse. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, conosciuto meglio come PNRR, sta diventando argomento di discussione in vari contesti. Ne parlano le amministrazioni regionali e comunali, sapendo benissimo che certi importi da poter investire sul territorio non passeranno una seconda volta; ne parlano le imprese, che sperano di capirne di più su come accedere ai fondi messi a disposizione dal governo attraverso l’Unione Europea; ci sperano le associazioni che attraverso un’accurata e innovativa progettualità possono sognare di attivare qualche idea che mai e poi mai si sarebbero immaginate di poter mettere in piedi.
Se ne parla, dicevamo. Anche se ad oggi sono in pochi ad aver chiaro cosa bisogna fare per potersi far trovare pronti all’appuntamento. Ci abbiamo provato questa settimana, nelle puntate di Verona Economia, su Tele Radio Adige, invitando ospiti che a vario titolo hanno contribuito a darci uno sguardo a tutto tondo. Chi sono e cosa ci hanno detto lo scoprirete sfogliando il nuovo numero del settimanale che avete iniziato a leggere in questo momento.
Quello che vorrei sottolineare, però, è che dei 750 miliardi messi a disposizione dal cosiddetto Next Generation EU, 191,5 sono destinati al nostro Paese e saranno da impiegare nel periodo 2021-2026. È bene ricordare, inoltre, che 68,9 miliardi saranno sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi saranno finanziamenti in forma di prestiti a tassi agevolati, quindi a debito e vanno restituiti prima o poi.
Inoltre, con il Decreto Legge 6 maggio 2021, n. 59, è stato approvato il Piano nazionale per gli investimenti complementari, «finalizzato ad integrare con risorse nazionali gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per complessivi 30.622,46 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2026». Le risorse complessive per investimenti legate al PNRR ammontano, quindi, a un totale di circa 222,1 miliardi di euro. (430 mila miliardi delle vecchie lire), una cifra spaventosa.
E quindi? La prima e unica considerazione che farei, per chiudere, è un richiamo alla serietà. Alla responsabilità che dovrà avere la politica (ma direi ognuno di noi nel caso volessimo aggredire quelle somme) nel valutare, selezionare, impiegare qui soldi che difficilmente vedremo ancora. Non ci possiamo permettere i soliti teatrini, i soliti scandali, i soliti misfatti all’italiana che gridano vendetta.
È una grande prova di maturità. Ce la faremo ad essere credibili per una volta?
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