Regione: il Veneto si candida a traino del turismo italiano
di adminSi è chiusa ieri la Giornata Mondiale del Turismo, una data centrale per una delle regioni più visitate d’Italia dove il turismo genera un giro d’affari di 18miliardi di euro. Per l’occasione, è stata organizzata una tavola rotonda con il Ministro del Turismo, le istituzioni parlamentari e i rappresentanti delle regioni italiane nell’ambito dell’iniziativa “Grand (Tour)ismo Italia”. Nel corso dell’incontro si è parlato anche di buone pratiche e di politiche turistiche per il “dopo-Covid”.
«Stilando un bilancio della stagione estiva, in termini di arrivi e presenze il Veneto chiude in positivo -commenta l’assessore al turismo, Federico Caner–. Anche per via delle restrizioni, molti veneti hanno visitato la propria regione; inoltre, abbiamo registrato nuove presenze di vacanzieri italiani ed europei dagli Stati limitrofi. Ora bisogna fidelizzarli».
Da gennaio a luglio 2021, la percentuale degli arrivi è cresciuta del 38,4%, mentre quella delle presenze del 57,5%. Numeri che attestano una lieve ripresa ma comunque lontani alla cifre pre-covid. Il primo semestre 2021 si è chiuso con 2,8milioni di arrivi e più di 10,5milioni di presenze.
«Nei prossimi giorni presenteremo direttamente al Ministro una proposta per dare vita a un Hub digitale nazionale, che si basa sulle best practice di tre regioni: il Veneto, l’Abruzzo e il Trentino Alto Adige – ha annunciato l’Assessore -. In questo senso il
il Veneto si candida a trainare la rivoluzione digitale del turismo per l’intero sistema nazionale».
L’obiettivo è pensare al comparto turistico nazionale come settore unico in cui integrare le varie realtà regionali e locali in un’unica filiera: «In questo momento storico è necessario mettere a sistema gli operatori turistici, la società e l’economia generale senza considerarli settori stagnanti. La qualità dell’accoglienza entra in diretta connessione con le eccellenze come l’agroalimentare, l’industria manifatturiera e i trasporti».
Ripensare l’offerta turistica rende necessario procedere con innovazioni di prodotto capaci di rilanciare destinazioni: «Stiamo parlando di cultura dell’accoglienza che valorizzi il capitale umano, che sappia interpretare i nuovi bisogni e la ricerca di esperienze, puntando sull’utilizzo del digitale per promuovere le nostre destinazioni utilizzando diversi mezzi di comunicazione intrecciati tra loro -conclude l’assessore Caner-. Richieste, dunque, abilità di destination governance e management, capace non solo di riconoscere i cambiamenti introdotti dalla tecnologia ma di saperli anche gestire e implementare in modo sistemico. Per questo è necessario un cambio di marcia che tenga conto delle nuove sfide e delle risorse che avremo a disposizione: fondi del Next Generation EU e la nuova programmazione delle politiche di coesione 2021-2027. Opportunità che dobbiamo cogliere per aiutare le imprese del turismo e le migliaia di attività dell’indotto».
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