PIL nazionale: entro l’anno previsto un +6%
di adminConsumi e crescita di valore, nei servizi, hanno creato, in Germania, nel secondo quadrimestre di quest’anno, un aumento del Pil di un 1,6%, rispetto ai risultati del quadrimestre precedente. Infatti, ridottasi la produzione, nel secondo quadrimestre, la stessa si è ripresa, nei secondi quattro mesi dell’anno, essendo aumentati fortemente, gli ordini alla produzione, nel recente luglio, nonostante le forniture di materie prime e di prelavorati, condizionati, come sono, dal tema virus.
Buona la situazione dell’occupazione, che ha continuato a crescere, riducendo, in agosto, i senza lavoro a meno di 2.600.000 persone, con meno di un milione di lavoratori ad orario ridotto. Quanto al tasso d’inflazione, che la Banca Centrale Europea, mira a mantenere entro il 2%, esso è temporaneamente aumentato, in agosto, sebbene il livello tedesco dei prezzi al consumo, rispetto al mese precedente, sia rimasto costante. In fatto di fisco, sono entrati nelle casse dello Stato, fra gennaio ed agosto, 200 mld di €, superando dell’1,7% il livello dello stesso periodo del 2020.
Le entrate da imposte sugli affari sono aumentate del 12,5%, mentre le uscite statali, nel periodo gennaio-agosto, sono state di ca. 317 mld di €, pari ad un + 18,9%, rispetto al livello corrispondente del 2020. I trasferimenti alla Previdenza sono stati superiori del 14,8%, rispetto a quelli dello scorso anno. Le entrate, quindi, in totale – escluse quelle comunali – al 31 agosto, ammontano ad un + 8,2%, sull’incasso dell’agosto dell’anno scorso.
Situazione, dunque, molto positiva, premessa e garanzia, virus permettendo, di un ottimo futuro tedesco, quale continuazione del trascorso costante successo. Ma, l’Italia non è da meno e può preannunciare un Pil del 6%. Pil, che, tuttavia, significando esso anche occupazione, non possiamo permetterci resti limitato nel tempo: dobbiamo consolidarlo, attraverso l’attuazione delle 52 riforme, che l’Unione Europea ci chiede. L’imprenditoria italiana non manca di egregie doti, non è seconda a nessuno ed è in grado, se liberata dalla soffocante burocrazia e dalla pesante imposizione fiscale, di creare vigoroso progresso economico e, quindi, benessere.
Non trascuriamo, comunque, l’attenzione alla montagna di debito pubblico, che, da anni, è in costante aumento e al quale dobbiamo assolutamente mettere forte un freno, facendo il anche il possibile, per ridurlo.
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