E l’economia veronese torna a correre. Chi è al potere si svegli, è l’ultima occasione!
di adminLa struttura portante dell’economia veronese si è ripresa. Le costrizioni imposte dal Governo non hanno abbattuto la voglia, dei nostri imprenditori, medio piccoli , a continuare a sfidare il mercato globale. I solidi riferimenti strutturati nel mondo della meccanica e dell’agroindustria, hanno permesso, assieme al boom del turismo, che quest’anno ha avuto un’annata eccezionale, di ripartire alla grande. Ci hanno tolto le banche, la finanza non è più qui, resiste però la voglia di concretezza e qualche presidio economico. Verona pagherà le incompetenze della classe politica locale di centro dx attuale e per quella ancor più incapace che controlla i vertici nazionali. A questi signori auguriamo di essere presto promossi in Europa (a Roma sono troppo vicini) oppure all’ONU. Il mercato per un poco di tempo ci premierà, ma se col PNRR non si riuscirà a ridurre il gap tecnico e culturale delle infrastrutture statali e sociali, questo boom sfiorirà e torneremo ad essere sopraffatti da un mondo che corre e non guarda in faccia se sei povero o no. Alla faccia di quanto dice il Draghi populista in materia. Tutti nel mondo pensano a riscattarsi, noi non possiamo crogiolarci delle nostre antiche virtù e sperare nella bontà d’animo del mercato. Già abbiamo perso surrettiziamente i miliardi e miliardi delle nostre banche, ora spero che i veronesi capiscano che abbiamo le ultime cartucce e che altrimenti rimarranno solo pochissimi privilegiati. Questa boccata di ossigeno economico, con una classe veronese al potere in gran parte incompetente e avvinghiata alla sedia faticosamente conquistata, non durerà molto. Bisogna che le grandi imprese nazionali e la politica, sinistre e sindacati compresi, capiscano che non si può vivere sempre di rendita come molti fanno e che a parole loro dicono di combattere.
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