Prosegue il dibattito sullo status di “Città Balneare”
di adminProsegue il dibattito sulle destinazioni balneari emerso nel corso del G20 di Jesolo, il Summit delle spiagge, che ha unito a diversi tavoli di confronto i rappresentanti delle località di mare con più di 1milione di visitatori stagionali.
Bruno Barel, avvocato e consulente del G20s Network, ha richiesto il riconoscimento dello status di Città Balneare: ciò si traduce in maggiori competenze amministrative e risorse per quelle città che raccolgono 70milioni di turisti, un vero e proprio bacino europeo.
In merito alla proposta Federico Caner, assessore al Turismo della Regione Veneto, appare cauto: «Sono necessarie riflessioni tecnico-giuridche e politiche. La competenza turistica è in capo alle Regioni quindi è necessario un coordinamento tra i diversi livelli di governo per evitare frammentazione. In Veneto, per esempio, tutti i comuni sono riconosciuti turistici. Dunque, questa riflessione andrebbe automaticamente estesa alle realtà che si affacciano sul lago di Garda, ai comuni termali o alle destinazioni di montagna che in alta stagione vivono le stesse problematiche delle spiagge della Costa Veneta».
Altro aspetto da tenere in considerazione secondo l’assessore Caner, la tassa di soggiorno: «Bisognerebbe realizzare una promozione per i turisti in modo che l’imposta sia integrata e la validità estesa a diverse località regionali. La direzione che si intende percorrere è quella di un potenziamento di tutti i comuni e le città a vocazione turistica».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore al Demanio della Regione del Veneto, Francesco Calzavara, che ricorda l’importanza della sinergia tra istituzioni per definire il ruolo economico del turismo: centrale in Veneto, regione che oggi si conferma una delle più visitate d’Italia e dove il turismo incide per il 10% sul Pil regionale.
«La conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale e del Litorale Veneto sono punti di riferimento perché rappresentano i soggetti operativi sul territorio capaci di raccogliere le istanze e avviare attività legate alla ripartenza turistica».
«Per fare realmente rete le destinazioni balneari dovrebbero evidenziare le necessità poi, le amministrazioni locali, si occuperanno di valutare in modo da fornire le giuste risposte di carattere normativo e non solo -conclude Calzavara, esponente della Giunta regionale con delega ai rapporti con gli Enti Locali-. Destinazioni piccole o medie con meno di 15mila abitanti che durante la stagione estiva raggiungono picchi di oltre 1milione di presenze, rappresentano vero e proprio ossigeno. In questo senso le amministrazioni locali dovrebbero essere riviste e potenziate per rispondere alle esigenze di destinazioni che tutto sono tranne che piccole».
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