Quello Made in Italy è il cibo più desiderato del mondo

di admin
Schizza l'export di cibo e bevande tricolore: registrato uno storico +23,1%. Un valore pari al 25% del Pil con 538miliardi di euro lungo l'intera filiera agroalimentare che va dal campo alla tavola. Tra i principali importatori Germania, Francia, Cina e Russia.

Schizzano le esportazioni di agroalimentare Made in Italy con un +23,1% con una proiezione in valore su base annuale stimata in 50 miliardi nel 2021. Un risultato storico che ha spinto la crescita del PIL.
E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in riferimento ai conti economici del secondo trimestre dell’Istat divulgata al Cibus di Parma.
«L’Italia può ripartire dai suoi punti di forza a partire dall’agroalimentare: ha dimostrato resilienza di fronte alla crisi con un ruolo di traino per l’occupazione e l’intera economia -afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini-. Con l’emergenza Covid il cibo è diventato la prima ricchezza dell’Italia per un valore pari al 25% del Pil con 538miliardi di euro lungo l’intera filiera agroalimentare allargata dal campo alla tavola. Fornisce occupazione per 4milioni di lavoratori impegnati in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio». 
L’Italia è il primo produttore europeo di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. E anche per quanto riguarda la frutta primeggia in molte produzioni importanti: dalle mele e pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne.
Con l’avanzare della campagna di vaccinazione, la riapertura delle attività di ristorazione cresce la domanda di Made in Italy a tavola in Italia e nel mondo con il fatturato alimentare che segna a giugno un balzo dell’11,1%.
Tra i principali clienti del Made in Italy a tavola nel primo semestre dell’anno ci sono gli Stati Uniti che si collocano al secondo posto ma registrano l’incremento maggiore della domanda con un balzo del 18,4%, trend positivo anche in Germania che si classifica al primo posto tra i Paesi importatori di italian food con un incremento del 6,8%, praticamente lo stesso della Francia (+6,7%) che si colloca al terzo posto mentre al quarto la Gran Bretagna dove a causa della Brexit, con l’appesantimento dei carichi amministrativi, l’export alimentare crolla invece del’4,6%.
Fra gli altri mercati, i sondaggi Coldiretti, evidenziano una crescita del 16,5% in merito alla Russia e un vero e proprio balzo in avanti di quello cinese con +57,7%.
La svolta è evidente anche in Italia dove alla crescita dei consumi familiari si accompagna la ripresa dei pasti fuori casa per mangiare in ristoranti, trattorie, pizzerie, agriturismi, pub o gelaterie dopo il crack del 2020 che ha dimezzato il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro nel 2020.

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