Impresa femminile, si lavora su una nuova definizione
di admin«Lo diciamo da tempo, cosa sia oggi impresa femminile non può essere regolato da una legge del 1992 che esclude da tale definizione tutte quelle imprenditrici che non detengono almeno il 60% della propria impresa e siamo felici che la deputata Elena Murelli abbia raccolto velocemente il nostro alert lanciato a tutte le forze politiche con un evento digitale lo scorso 8 giugno e che sia la prima firmataria di una proposta di legge che modifica e integra quanto allora stabilito», così Vincenza Frasca, imprenditrice e presidente del Gruppo Donne di Confimi Industria sulla pdl presentata dalla Lega.
«Questa proposta di legge, scritta a sei mani, dalla politica, dall’università e dal Gruppo Donne di Confimi Industria è la chiara dimostrazione che insieme si possono raggiungere obiettivi importanti – sottolinea Vincenza Frasca -. L’intervento normativo è quanto mai necessario alla luce anche dell’attenzione posta sull’imprenditoria femminile dal Governo nell’ultima Legge di Bilancio e degli obiettivi europei contenuti nel PNRR».
Dello stesso avviso, e per questo prima firmataria della proposta di legge, la deputata della Lega Elena Murelli. «Una pmi su cinque è guidata da donne, per questo la Lega propone il cambio della norma con una proposta di legge depositata nei giorni scorsi. Un intervento necessario per modificare e ammodernare la normativa di riferimento, adeguandola a una realtà lavorativa e imprenditoriale che negli anni si è evoluta riscontrando un sempre maggiore intervento e contributo da parte delle donne, al fine di accedere a incentivi, sgravi fiscali e contributi anche europei come per il PNRR».
«Un grazie – ricorda la presidente del Gruppo Donne di Confimi in chiusura – oltre che a Elena Murelli voglio rivolgerlo ad Andrea Caprara, professore di Diritto Commerciale del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona che ha supportato Confimi Industria in questa battaglia»..
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