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SILB-FIPE: «Basta ipocrisie, riaprire subito i locali da ballo»

di admin
Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb, il sindacato dei locali da ballo legato a Fipe-Confcommercio e Paolo Artelio, presidente provinciale della stessa categoria, lamentano la mancata riapertura dei locali da ballo.
«Siamo convinti che il Consiglio dei Ministri di domani porrà, finalmente, fine a questa ingiustizia, quella di tenere le discoteche chiuse senza un giustificato motivo. Queste attività non possono più sopportare di rimanere chiuse, sarebbe un dramma per gli oltre 3000 imprenditori e per i 100.000 lavoratori dipendenti che contribuiscono al divertimento nei luoghi di vacanza e nelle nostre città». Così Maurizio Pascapresidente nazionale del Silb, il sindacato dei locali da ballo legato a Fipe-Confcommercio e Paolo Artelio, presidente provinciale della stessa categoria.
«Ormai gli italiani ballano dappertutto, tranne nei locali nati per ballare. Un’ipocrisia bella e buona alla quale il governo ha il dovere di porre fine immediatamente. Abbiamo bisogno di una data certa nella quale le discoteche potranno finalmente accogliere le persone, garantendo loro sicurezza e rispetto dei protocolli sanitari. Tutto il resto, dalle piazze, alle spiagge, è abusivismo, senza regole né controlli. Non si capisce come il governo possa tollerare questo stato di cose. Siamo fiduciosi della capacità di mediazione politica del presidente del Consiglio Draghi al quale rivolgiamo un appello accorato affinché faccia riaprire da subito le nostre attività, perché non c’è veramente più tempo da perdere». 
«Sappiamo – concludono Pasca e Artelio – che all’interno del governo esistono diverse sensibilità, ma è ora che le resistenze ingiustificate vengano superate, nell’interesse non certo degli imprenditori, di cui evidentemente interessa a pochi, ma della sicurezza di tutti quanti. Non si possono accettare rave e party sregolati e continuare a bloccare le attività legali e sicure. È assurdo. Non vorremmo essere costretti, per tutelare le nostre imprese e garantire rispetto delle regole, a prendere delle iniziative legali per farci ascoltare».

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