Ferrari: «C’è una colpa nella classe dirigente degli ultimi 15 anni»

di admin
Nell'ultima puntata di Verona Live, condotta dal giornalista e direttore di Verona Network Matteo Scolari, il consigliere comunale di Traguardi, Tommaso Ferrari, fa il punto in merito all'acquisto delle azioni di Cattolica da parte di Generali.

Il consigliere comunale del Movimento Civico Traguardi Tommaso Ferrari, espone il proprio punto di vista in merito allavicenda Generali-Cattolica e lo scenario che questa porterà su Verona.

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Nella Città del Futuro immaginavate l’assenza o la futura assenza di Cattolica? 

Che fosse prevedibile è assolutamente vero. Ci siamo imbottiti in questi anni di “veronesità”, dicendo che gli asset dovevano essere veronesi, dimenticandoci che il mercato fuori era molto più competitivo di quello che credevamo. In questi anni abbiamo coperto che esiste un mondo fuori Verona e corre più veloce di noi, e negli anni abbiamo continuato a perdere pezzi. C’è una colpa nella classe dirigente, e chi ha governato la città negli ultimi 15 anni deve farsi qualche domanda. Non si è mosso un filo d’erba quando hanno “defenestrato” l’ad Minali. I cambiamenti, in un mondo di mercato, esistono e o si preparano o si subiscono. Verona è sempre stata travolta, perdendo tutte le istituzioni economiche e finanziarie. Usciamo dall’idea di “veronesità” in fretta: pensare di perdere qualcosa perché «faccio sinergie» è sbagliato, e se continuiamo a pensare così perderemo quel poco che è rimasto. Dobbiamo uscire dalla logica della “veronesità”, capire il mercato e aprirci per mantenere gli asset. 

Sull’OPA, Minali aveva previsto nella nostra intervista dello scorso venerdì, l’evoluzione di questo scenario. Ci sarebbe stata la possibilità di uno scenario diverso, però, sosteneva Minali. È d’accordo?

Credo che tutti i veronesi vorrebbero che Cattolica fosse rimasta qui. Il problema è che bisogna estere le trasformazioni e on subirle. Se abbiamo letto il report di IVASS, dice che il CdA è sostanzialmente venuto meno alle proprie prerogative di gestione, indirizzo e controllo. Faccio fatica a pensare che arriva qualcuno a comprare la società, vede questo report e si fida dia quel che stanno uscendo. Ci potevano essere altre soluzioni, che probabilmente sono state ostacolate. Noi come classe dirigente, passata, presente e futura, dobbiamo chiederci: dov’era la città quando si impoveriva Cattolica e nessuno diceva niente? Benissimo tenere qui Cattolica, ma non serve svegliarsi e cominciare la battaglia adesso. Dove siamo stati negli ultimi dieci anni? Bisogna farsi un po’ di autocritica. Non bisogna arrivare a trovare i colpevoli, ma Verona è una città che deve fare autocritica per non arrivare a perdere tutto. Occorre rinnovare la classe dirigente che negli ultimi 15 anni ha impoverito la città.

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