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In Val d’Alpone, Verona. Ciliegie danneggiate dalle frequenti piogge. Un comunicato di Confagricoltura.

di admin
Dopo la Valpolicella, che ha pagato un conto caro per la grandine soprattutto sul fronte vitivinicolo, a fare le spese del maltempo, è, ora la Val d’Alpone, dove sono le ciliegie a subire i danni più consistenti delle piogge, violente e persistenti, degli ultimi giorni.

 Alberto Stoppele, agronomo di Confagricoltura Verona e coordinatore dell’Associazione I Tesori di Vania, che raccoglie dodici aziende di cerasicoltori, tra Montecchia di Crosara, Monteforte e Roncà: “Ha piovuto forte, anche la notte scorsa – fra il 9 e il 10 giugno – e poi continuamente nei giorni scorsi. Inoltre ci sono stati forti sbalzi di temperatura. Tutto questo ha contribuito al fenomeno del “cracking”, cioè la spaccatura dei frutti. Abbiamo l’80 per cento dei frutti, da buttare, dell’ultima settimana, vale a dire cinquanta quintali di ciliegi, per quanto riguarda le nostre dodici aziende. Un bel danno. Adesso, speriamo che si salvino almeno le ciliegie medio-tardive, che sono circa duecento quintali, ma deve smettere di piovere, altrimenti perderemo anche quelle. Peccato, perché la raccolta delle ciliegie, in provincia di Verona, era partita bene, con ottima qualità e prezzi elevati, per i frutti di grande pezzatura. Abbiamo dato vita all’Associazione due anni fa, per unire le forze ed essere più competitivi sul mercato. È un bel gruppo di giovani agricoltori. Scegliamo insieme portainnesti, concimi, varietà e abbiamo puntato, su qualità e calibri medio-alti, per conquistare fasce importanti del mercato. Produciamo 700 quintali di ciliegie l’anno e quest’anno, finora, avevamo spuntato prezzi da 3,50 euro, al chilo, per i calibri di 26-28 millimetri, a 6 euro, al chil, per i calibri oltre i 30 millimetri. Il cracking, purtroppo, è un rischio sempre presente, ma è grave, quando si presenta nell’ultima parte della maturazione, com’è avvenuto, nei frutti, attualmente in raccolta, come la varietà Ferrovia. Quando ciò accade, non c’è più nulla da fare: la ciliegia si spacca e non è più vendibile”. Conferma la situazione Francesca Aldegheri, referente per il settore frutta di Confagricoltura Verona, che cura ciliegie a Belfiore: “È piovuto troppo. Con acquazzoni isolati, le ciliegie resistono. Ma ha fatto piogge continue, anche importanti e ravvicinate, e l’ultima,  di ieri sera, è stata fatale. L’acqua ha stagnato, per tante ore, vicino al calice, e perciò ha fatto danni. Noi stiamo raccogliendo le Grace Star, una varietà media. Le tardive, come le Kordia, le Regina e i Duroni, che non sono ancora mature, non hanno, per ora, subito danni. Speriamo che il tempo si sistemi. Sta diventando anche difficoltosa la raccolta, perché si lavora, per poche ore, e, poi, bisogna abbandonare il campo, perché comincia a piovere. E anche quello aggrava la situazione, perché i frutti, intanto, maturano e, se non si raccolgono al momento giusto, si rischia di buttare via tutto. La cosa incredibile è che abbiamo passato aprile a irrigare, perché c’era troppo caldo e secco. Adesso è giugno, cioè l’inizio dell’estate, in cui dovremmo avere 30 gradi, e, invece, fa freddo, piove a dirotto e con bombe d’acqua. È una situazione climatica insostenibile”. Consideri, quindi, il consumatore, di che entità è l’impegno, che l’agricoltore – qui, il cerasicoltore – deve dedicare alle piante, al frutto ed al raccolto, prima di proporre al mercato, il proprio prodotto…!
Pierantonio Braggio

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