Gli agriturismi: No a ospitalità a persone in quarantena
di adminOspitare le persone in quarantena? Gli agriturismi veronesi rispondono no. Se la Regione Toscana ha già stretto un accordo con le associazioni di settore, ricavando 2.000 posti letto in hotel, residence e agriturismi per persone affette da Coronavirus in isolamento o convalescenza, le strutture della provincia mettono le mani avanti e spiegano di non essere preparate e attrezzate per una simile evenienza.
“Un conto è garantire l’ospitalità a persone bloccate in Veneto e che non possono tornare nei rispettivi Paesi di provenienza, com’è accaduto ai braccianti agricoli romeni rimasti in Trentino senza alloggio – spiega Alessandro Tebaldi, presidente di Agriturist Verona, titolare dell’agriturismo Corte Attilea a Salionze -. Altro è ospitare, come hanno deciso in Toscana, persone in isolamento che non hanno, in casa, la possibilità di mantenere effettive distanze dai familiari conviventi; oppure positivi al Coronavirus che non hanno sintomi o hanno sintomatologie non gravi, o ancora persone guarite che escono dal percorso ospedaliero ma non hanno ancora raggiunto la completa negativizzazione e dunque la guarigione virale. Sarebbe per noi un’enorme responsabilità. Dobbiamo essere seri e onesti: non abbiamo la capacità di gestire un’emergenza del genere. Un conto è un hotel con 100 stanze, che può garantire tutte le precauzioni del caso, compresa la sanificazione, un altro sono gli agriturismi, che hanno al massimo 15 camere e non sono neppure attrezzate allo scopo. A meno che non si tratti di fattorie sociali, che hanno lo scopo di occuparsi dei soggetti svantaggiati e quindi godono già di un supporto medico o sanitario ad hoc”.
Diverso è il discorso relativo alla preparazione pasti o la consegna di cibo a domicilio: “È da un mese che siamo fermi, le spese sono tantissime e cominciano a esserci problemi di liquidità e qualsiasi soluzione potrebbe aiutarci. Purtroppo però la legge regionale sugli agriturismi ci pone molti limiti e paletti. Non possiamo neppure preparare pasti preconfezionati da consegnare all’esterno, ad esempio, un’attività che potrebbe essere proficua per noi in questo momento”.
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