Al notissimo pittore ed architetto, Giulio Romano (Roma 1499 – Mantova 1546) è dedicato un elegante vino.
di adminPer meglio comprendere quanto, di seguito, diremo, è assolutamente necessario premettere, che Mantova è strettamente legata all’architetto e pittore Giulio Pippi Giannuzzi, detto Giulio Romano, il quale, giovanissimo, lavorò nella bottega
di Raffaello Sanzio (1483-1520). La notorietà di Giulio, a Mantova, è dovuta alla sua arte e ai suoi lavori eseguiti per i Gonzaga, fra i quali il Palazzo del Te, le decorazioni nell’appartamento di Troia, nel Palazzo Ducale, il progetto del Padiglione della Rustica e la ristrutturazione del Duomo. Ebbene, un vino particolare, tutto mantovano, ricorda, oggi il grande Giulio Pippi Gianuzzi, “romano” a Mantova, dalla “stravagante maniera” e, denominato, quindi ”Pippi Stravagante”, a cura delle Cantina Giubertoni, Bagnolo San Vito, Mantova, in collaborazione con il Palazzo ducale di Mantova. L’etichetta della bottiglia, in vetro nero e dalla forma antica, non solo porta la scritta “Pippi Stravagante, ma, riproduce anche le colonne tortili – o attorcigliate –, progettate da Giulio Romano, presenti nel Giardino prensile della Cavallerizza, ubicata nel Palazzo ducale mantovano. Andando al pratico, il vino, in tema, è dato dal seguente uvaggio: Lambrusco Salamino, Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani, Lambrusco Grappello Ruberti e Lambusco Ancellotta, nella misura del 15% e da una speciale elaborazione, a metodo rinascimentale. Sembra proprio di vedere lavorare Giulio Romano, con i colori delle uve e degli altri ingredienti… Il succo d’uva, infatti, già dotato del suo colore rosso, è sottoposto a lenta macerazione , per tre mesi, in botte d’acciaio, con frutta rossa, quale melograno e more di gelso, insaporiti da spezie – assenzio e pepe di Guinea – che trasferiscono al vino una delicata nota speziata, accanto ad un’altra, di frutti rossi. Il tutto, viene, quindi travasato in una botte di rovere, dalla quale deriva la parte più tannica, che viene percepita, nel finale, dal palato. L’aggiunta di miele completa il sapore, con complessi sentori di vaniglia e di dolcezza… Pippi Stravagante, risultato di attenti dosaggi, come da antica ricetta, è, quindi, un vino da post prandium, da desser, con torte diverse, e da meditazione, non dimenticando ch’esso bene s’abbina a tortelli di zucca o al cappone alla Stefani, che, sebbene non proprio così denominato, avrà certamente gustato anche Giulio Romano, assieme ai Gonzaga, nei momenti di riposo, dalla sua straordinaria attività artistica. Ci ha fatto conoscere l’interessante storia, di arte e di vino, Elena Coppini, alla sesta generazione di produttori, che radicati nel Lambrusco, fornivano il proprio vino, nelle zone di Casteldario, Erbé, Sorgà, Trevenzuolo ed in altre località venete…
Pierantonio Braggio
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