FONDAZIONE MASI: ALLA CULTURA ENOICA MANCHERA’ IL PENSATORE CHE HA DATO AL VINO PROFONDITA’ FILOSOFICA
di adminAl brillante polemista e originale animatore culturale, fu assegnata nel 2016 la categoria internazionale “Civiltà del Vino” con la motivazione: “Scuote da decenni il mondo intellettuale con le sue appassionate polemiche e, non senza provocazione, ha dedicato al vino il libro “Bevo dunque sono”, manifesto “eno-culturale” che ripercorre la storia e le implicazioni filosofiche di un patrimonio su cui si fonda la civiltà occidentale esaltandone il valore, sia materiale sia spirituale.”
Sandro Boscaini vice presidente della Fondazione Masi lo ricorda: “Ha apprezzato molto il Premio Masi che ha ritirato a Verona quattro anni fa e ricordo alcuni passaggi significativi anche di forte attualità del suo discorso: ‘Vedo nel vino un modo per rompere il ghiaccio, per negoziare trattati, per superare la timidezza tra uomo e donna; tutte cose difficili da realizzarsi in assenza del nettare di bacco”…anche nei rapporti tra le genti : ‘noto che le Civiltà che non consumano vino di problemi ne hanno; il Medio Oriente ne è esempio: la cultura è seriamente influenzata dalla mancanza del vino, sono infatti meno spontanee le emozioni e c’è il maggior rischio che la violenza abbia il sopravvento’.”
Al conferimento del Premio che, come è noto, è costituito da una botte di Amarone, questo il suo commento: “L’Amarone se fosse musica sarebbe un piano trio di Brahms, tutto spostato verso le tonalità basse. Se fosse un edificio, sarebbe una bella fattoria in pietra immersa nella campagna.”
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