La Basilica di Santa Anastasia, Verona. Straordinaria anche all’esterno, diventa eccezionale, di sera, se dovutamente illuminata.

di admin
La Basilica veronese, nota sotto la denominazione di ‘Santa Anastasia’, è dedicata ufficialmente, dall’Ordo Praedicatorum, ovvero, dai Domenicani – che iniziarono a costruirla, nel 1290, terminandola, ad inoltrato 1400, come, in parte, attesta la data 1437, posta fra gli affreschi del suo soffitto – al veronese San Pietro Martire (1205-1252). Essa attrae fortemente e sempre.…

Ammiratori, dunque, della grande, spettacolare Basilica veronese, mio fratello Paolo ed il sottoscritto, ci trovammo, casualmente, circa dieci anni orsono, per una passeggiata serale, sul lungadige re Teodorico, quando fummo, improvvisamente attratti dallo splendore d’una Santa Anastasia e del suo snello campanile, che, non solo sembravano volerci parlare, ma, che, al tempo, raggianti, si riflettevano magnificamente sulle acque, leggermente tremule, d’un Adige tranquillo e rasserenante. Restammo incantati… e decidemmo di ritornare sul posto, per scattare qualche fotografia… Cosa, che Paolo, appassionato del bello e del colore, fece, passandoci la relativa foto… Che, in questi giorni, dopo avere dormito, silenziosa ed un po’ dimenticata, sotto un vetro, ci ha invitato ad osservarla e a pensare, se qualcuno avesse gradito vederla e meglio apprezzare una Santa Anastasia, in aspetto serale, ma, dovutamente illuminata, così com’essa era, un decennio fa. La foto, un vero unicum, riproduce la Basilica veronese, la quale, immenso manufatto in cotto, attualmente, di sera, è, purtroppo, scarsamente illuminata e chiede, in lacrime, di ritornare al suo grande, immenso splendore notturno.
Pierantonio Braggio

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