Bello è constatare che ci siano studiosi, che s’interessano anche di “cognomi” e che dell’assunto s’occupi anche Andrea Fattoretto, Venezia.

di admin
Suo è il volume dal titolo “Brusaporco - I rigogliosi pascoli nella Conca”.

L’opera – in carta patinata, diverse riproduzioni, copertina lavabile, 48 pp., Editore: Comune di Resana, Treviso, 2019, è data dai seguenti capitoli – folti di resoconti di ricerche eseguite, di studi concentrati sulla derivazione di determinati vocaboli toponamistici, con dettagliate spiegazioni, e, non ultime, con ipotesi, per giungere, alla fine, all’origine della voce “Brusaporco”, sia come denominazione d’antica località trevigiana, sia, oggi, come cognome… Cognome, che abbiamo conosciuto, per la prima volta, a Verona, contattando il grande e coltissimo amico, Ugo, che tale cognome porta. Ci siamo interessati, molto modestamente, anche noi, a tale nome di famiglia, avendolo incontrato, come toponimo di piccola località, in “Chronicon veronense” di Paride da Cerea (1200-1277), edito dal Museo Fioroni, Legnago, Verona, nel 2014. Chi intendesse prendere visione delle nostre povere considerazioni, non ha che da cliccare:”www.veronaeconomia.it “Brusaporco”. Il libro di Fattoretto, comunque, è forte contributo alla ricerca, alla conoscenza e, al tempo, invito ad ulteriore approfondimento, nel quadro del tema in questione. Segnaliamo, appena, un elemento, che invita a soffermarci ulteriormente sulla voce “brusaporco”, elemento che l’Estensore del volume in esame, a pagina 9, della sua opera, pone alla nostra attenzione: si tratta della foto d’un pannello funerario, in marmo, che trovasi, sul sagrato della Chiesa dei Santi Vittore e Corona, a Castelminio, frazione del Comune di Resana, Treviso, pannello, che raffigura magistralmente, sotto un emblema militaresco del tempo, non solo, un raggiante sole, a sinistra, ma, anche un maiale – in dialetto, pòrco – volto pure a sinistra e posto su un bracere… Il fuoco, quindi, “lo brucia”, in dialetto,”el le brùsa”… Da notare che l’attuale Comune di Castelminio, tale dal 1957, sino a quell’anno, portava la denominazione di “Brusaporco”. L’opera di Fattoretto, che molto apprezziamo, per i suoi nuovi, particolareggiati contenuti, è data dalle sezioni: Prefazione; Introduzione; Brusaporco, diverse ipotesi toponomastiche; Brusaporco, nuova ipotesi toponomastica “I Pascoli della Conca”; Il Territorio e le sue multiformi acque; Brusaporco, un nome, diversi luoghi; Longobardi, indizi della presenza di popolazioni barbare, nel nostro territorio; La lingua ingevone: la lingua dei Longobardi, e, Conclusione. Segue la Bibliografia. Un ottimo, contributo, non solo alla storia veneta, ma, anche alle sue diverse lingue, contributo, che è, certo, conoscenza, ma, anche invito a tentare di saperne di più. Fattoretto si presenta: “Sono laureato in Chimica Industriale, ma, appassionato di storia, di linguistica e di arte. Faccio parte della Confraternita della Scuola Grande di San Rocco, Venezia. In particolare, mi affascina la toponomastica ed il significato intrinseco delle parole dei nostri dialetti, i dialetti veneti. Come un chimico analizza le molecole caratterizzandole, quasi fosse un architetto, che cerca di porre un ordine ai mattoncini del microcosmo, così ha fatto con le parole, in toponomastica. Parole, caratterizzate da fonemi di lingue ormai dimenticate, permeate in osmosi nei nostri dialetti, talvolta rimanendo quasi inalterate. E, come uno scienziato, ho cercato di avvalorare evidenze storiche, con le caratteristiche ambientali, meteoclimatiche, pedologiche, idrologiche del Veneto nei secoli passati. Cercare di trovare un senso ad un toponimo significa riempire un contenitore, colmare una lacuna, caratterizzare un nome. Così è stato per Brusaporco, termine che sembra evidente nel significato paraetimologico del dialetto, ma in realtà non proprio così banale. Dalla ricerca storica sono stati rilevati sette differenti toponimi Brusaporco, fra cui l’antico nome di Castelminio di Resana. Quattro in Veneto: Brusaporco/Castelminio di Resana (Treviso), Brusaporco nelle vicinanze di Montebello Vicentino (Vicenza) e di Colognola ai colli (Verona), un’area denominata Brusaporco nella frazione di Rio San Martino nel comune di Scorzè (Venezia). Un Brusaporco, in provincia di Bergamo, ha modificato il nome in Brusaporto ed una zona Brusaporco era attestata anticamente in Liguria. Brusaporco, una parola con il significato di ‘pascoli nella conca’, aree di leggera depressione, che le risorgive rendono fertili, durante tutto l’arco dell’anno. Zone ideali di pascolo per le mandrie, in transumanza, che dall’area montana, lungo i corsi degli antichi fiumi, si recavano sulle sponde adriatiche… Chimico, sì, ma anche amante della natura, della natura, studiata ed ammirata, dalla quale, trarre, assieme alla storia e alla visita ai luoghi, anche spunti, per meglio capire il significato dei toponim e vedere, nel caso, di meglio penetrare “Brusaporco”. Fattoretto, per la sua attività di ricerca, nel campo dei nostri dialetti e de nostri luoghi, si è visto assegnare, il premio letterario ‘Dino Coltro, per la valorizzazione delle tradizioni”. Complimenti per il libro e per il Premio!
Pierantonio Braggio

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