50° Anniversario – 1969-2019 – di rifondazione del Sovrano e Nobilissimo Ordine del Reciòto e dell’Amarone – SNODAR, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Verona.
di adminAbbiamo scritto “rifondazione”, perché il detto Sovrano e Nobilissimo Ordine ha origini lontanissime, essendo stato creato, in un tardo meriggio dell’aprile 1320 – si narra – nel fastoso Castello di Marano, ubicato quasi accanto al grazioso tempietto di Santa Maria della Valverde (1516), da Federico Della Scala, conte di Valpolicella (1288-1339), alla presenza di fedelissimi cavalieri e di dignitari prestigiosi, avendo egli, quindi, proceduto, al tempo, all’investitura dei primi Cavalieri del già prezioso vino Reciòto. Un tale storico evento, non poteva rimanere dimenticato, nella cenere dei tempi, anche perché il Reciòto stava diventando sempre più noto e più richiesto. Il 7 aprile 1969, quindi, riprendendo tale tradizione, con un preciso cerimoniale e nello stesso luogo, sono stati investiti, per saggia decisione, i primi Maestri Equestri, dell’èra moderna, del Sovrano e Nobilissimo Ordine dello antico Reciòto e, successivamente, anche dell’Amarone, mentre il 1° Maggio 1969, a Pedemonte, fu costituita ufficialmente la “Contea del Vino della Valpolicella”, che, come in antico, abbraccia il territorio dei cinque Comuni della vallata classica di Valpolicella, Negrar, Marano, Fumane, San Pietro in Cariano e Sant’ Ambrogio. Vallata, il cui terroir è padre fecondo e costante, con la sapiente mano dei viticoltori, dei vitigni Corvina, Corvinón, Rondinella e Óseléta, le uve dei quali danno, appunto, i prelibati Reciòto ed Amatone. Tutto questo è, oggi, all’ppassionata e costante attenzione del “Sovrano e Nobilissimo Ordine del Reciòto e dell’Amarone”, che, non solo promuove i due speciali vini della Valpolicella, animatori reali dell’economia locale, ma, attraverso la nomina a cavaliere e a commendatore di personaggi di saggezza e d’esperienza, premia l’impegno degli stessi, nelle arti e nei mestieri, nell’agricoltura e nell’industria, quali fattori, assieme alla vitivinicoltura, di progresso economico e sociale. Tali commendatori e cavalieri svolgeranno il compito di ambasciatori, non solo dell’Ordine in parola, ma anche della storia, dell’arte, delle tradizioni e, quindi, dei pregiati nettari d’uva della Valpolicella, le cui viti creano straordinario paesaggio, premessa essenziale per la valorizzazione del territorio. Presidente dello SNODAR e, in seno ad esso, appassionato ed attivo Gran Maestro, è Arnaldo Semprebon, che ci ha confermato quanto sopra, affermando che: ”La nostra Confraternita, che compie, quest’anno il 50° anniversario di rifondazione, mira essenzialmente alla promozione dei prodotti principi della Valpolicella, il Reciòto e l’Amarone, e, in tal modo, anche alla promozione del nostro straordinario territorio, con le sue tradizioni e con la sua enogastronomia. Le nostre manifestazioni hanno lo scopo, ed i nostri soci il compito, di fare conoscere il nostro Ordine e quanto esso si propone, in stretto contatto, con le altre Confraternite, italiane ed estere”. …Non per nulla, erano presenti le Confraternite: della Vite e del Vino, Trento; dei Radici e dei fasói, Susegana, Treviso e del Formaggio Piave – che bene s’accompagna al vino – Busche di Cesiomaggiore, Belluno… Quanto al programma svolto, durante l’evento in parola, esso è iniziato con una speciale Santa Messa, celebrata, in un affollato e già menzionato, tempietto-santuario della Madonna della Valverde, e servita – fatto commovente! – dall’araldo della Confraternita, Alessandro Aldrighetti, e dal consigliere, Danilo Franco, nonché accompagnata dal Coro Monti Lessini, Ospedaletto, Pescantina, Verona. Dal santuario, posto su un monte alberato, si gode d’una veduta spettacolare delle valli e della pianura di Fumane, a destra, di Marano, al centro, e di Negrar. Quindi, nella stessa piazzetta, situata a destra del tempietto, nella quale, Federico della Scala – si legge su una lapide – istituì, nel 1320, l’Ordine “dello antico Reciòto”, con grande cerimonia ed essendo esposto il gonfalone della Confraternita, illuminato, da uno splendente sole, e presenti i membri dello SNODAR, in ricco paludamento, il Gran Maestro, Arnaldo Semprebon – preceduto da inattesi, ma, significativi colpi di gong, atti a rendere più solenne il procedere dell’evento – ha nominato commendatori, con la collaborazione del solerte “notaro”, i signori Gianfranco Ghisi e Onorio Venturi, e cavalieri, Serena Lonardi, Andrea Pernigo, Renato Zardini e Alberto Zenato. Un’attraente cerimonia, dunque, in precedenza ampiamente annunciata e giustificata dal Gran Maestro e resa straordinariamente importante, dalle motivazioni espresse dal notaro, per ogni nomina: motivazioni d’alto contenuto, che hanno conferito alle investiture e, quindi, alla cerimonia stessa, alto livello di serietà. L’incontro – che ha avuto felici momenti di degustazione di Valpolicella, Amarone e Reciòto d’altissima qualità, presentati, con passione e sapienza, da Alessandro Aldrighetti – ha offerto l’occasione di scambiare opinioni, con imprenditori di grande operatività, incontri che ci hanno confermato, ancora una volta, come il nostro Paese disponga di personalità, dotate di entusiasmo, di capacità di rischio e di grande esperienza, che, con le loro imprese, grandi danno contributi all’economia e al tessuto sociale. Così, come a questi due ultimi elementi contribuiscono egregiamente le forze agricolo-economiche della Valpolicella, con le loro viti e con i loro vini, internazionalmente conosciuti. G
Pierantonio Braggio
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