Banca Centrale Europea. Continua il tasso zero, ieri ed oggi, ottima medicina per l’Italia.
di adminLa BCE, poi, continuerà ad acquistare nuovi buoni del tesoro dei vari Stati euro membri, emessi in sostituzione di quelli in scadenza e in suo possesso, allo scopo di garantire liquidità ad economia e banche, atta a favorire, per esempio, linee di credito alle imprese e tassi sui mutui, a buon prezzo… Sono, inoltre, previste operazioni di rifinanziamento di istituti di credito, a quattro anni, a tasso basso, sempre per permettere concessione crediti, a condizioni favorevoli. Questo, anche per fronteggiare l’attuale rallentamento economico, nell’Unione, che, per il momento, si prevede – speriamo, che sia solo così – durerà sino a fine anno, rendendo debole l’avvicinamento desiderato al menzionato e atteso 2% – siamo, in sede europea, solo all’1,2%. Se, da un lato, il credito a tasso favorevole, tuttavia, mira a creare crescita e occupazione, si riconosce che il tasso zero – e del – 040% sui depositi, da parte d’istituti di credito dell’Unione, presso la BCE – ha effetti non positivi, particolarmente per il piccolo risparmiatore. Sotto altro aspetto, poi, il “tasso zero” preoccupa, per il caso, per esempio, del verificarsi di una nuova crisi, non offrendo esso, ovviamente, margini di abbassamento dello stesso, com’è avvenuto, sino a qualche anno fa, per stimolare ulteriormente l’economia. L’Italia, tuttavia, deve decidersi a riformare e, per fare rapidamente, senza perdere tempo, andando a copiare il “come fare” dai Paesi più avanzati. La volontà imprenditoriale, quella che produce e che crea occupazione e ricchezza, in Italia, non manca. La questione è che bisogna aiutarla a vigorosamente emergere, togliendole i lacci, che, purtroppo, da decenni, la frenano. Pierantonio Braggio
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