Non più allagamenti a Verona. Una grande opera, fra Portoni Borsari e l’Adige, già realizzata. Previsti altri interventi.
di adminCon la spesa di 300.000.-€ è stato realizzato un pozzo disperdente (diametro di 1,20 m), della profondità di 8 metri, posto proprio davanti alla Porta, lato Corso Cavour, che, in occasione d’un ultimo, pesante temporale, ha permesso al sottosuolo in ghiaia, di assorbire la pioggia caduta in falda e di evitare il formarsi del noto, ampio allagamento. Che, guarda caso, per nostra memoria, si verificava già prima del 1974… Ove, in altro caso, la cosa non riuscisse, in via naturale, attraverso il pozzo, sono state predisposte – con un lavoro difficile, perché si tratta di suolo, seminato di reperti archeologici – due pompe di scarico, in grado d’aspirare sino a 150 litri d’acqua al secondo, posizionate nel pozzo stesso e direttamente collegate con l’Adige, con due condotte di mandata, poste lungo via Diaz e lungadige Panvinio. Un ulteriore intervento è previsto per lo scarico in Adige d’acque meteoriche, lungo Riva San Lorenzo, con una spesa di 1.000.000.-€, mentre è previsto l’adeguamento – i lavori inizieranno a gennaio, con spesa prevista di 2.000.000.-€ – della rete fognaria, nella zona Teatro Romano – Santo Stefano – Veronetta, con l’intento di evitare l’annoso problema di allagamenti in loco. Da notare, che Verona deve curare 400 km di condotte meteoriche. Quanto sopra è stato reso noto dal sindaco, Federico Sboarina, dall’assessore, Marco Padovani, e dal presidente di Acque Veronesi, Roberto Mantovanelli.
Pierantonio Braggio
In Evidenza
Progetto Fuoco 2026: la biomassa protagonista della transizione energetica

Matteo Scolari: «Il futuro passa da Verona, un anno di eventi e impegno per la città»

Matilde Breoni: «Il futuro dei giovani passa attraverso la rete e la collaborazione»

Andrea Fedrigo: «80 anni di Ance Verona, un impegno per lo sviluppo del territorio»

Stellantis: stop allo smart working dal 2027

Altromercato: 46,8 milioni di valore generato e +226% di autofinanziamento in cinque anni

Bio europeo a quota 58,7 miliardi: l’Italia leader per superfici e operatori

Mps chiude il 2025 con utili in forte crescita e dividendi record: oltre 2,6 miliardi agli azionisti

UniCredit, l’utile netto vola oltre i 10 miliardi. Nuovo slancio per il piano “Unlimited”





