Enzo Monti. Un cremonese, amico di Verona, della sua vita e della sua gente, che egli custodiva, fotografate, nella sua mente e descritte, nei suoi interessanti libri.
di adminAbbiamo scritto, sopra, “amico di Verona e della sua gente”, perché Enzo, un po’, per il suo mestiere, un po’, perché il negozio, ubicato in un’antica via veronese, gli permettevano contatti d’ogni genere e di conoscere, attendendo il cliente, sulla porta d’accesso al negozio, trascorreva sì momenti di tranquillità, ma, anche di osservazione dei passanti, di prese di contatto e di involontaria, ma, interessante raccolta di notizie. Derivante, quest’ultima, dall’amicizia creatasi, con i clienti e fra commercianti dello stesso corso Santa Anastasia e zone cittadine limitrofe, nonché dalla sua indole, attenta anche al bisognoso, cui egli dedicava, sovente, attività di volontariato, volta all’aiuto al prossimo in necessità. Un contatto continuo, nato e fruttificante a Verona – non senza qualche iniziale problema di comprensione della ‘lingua’ veronese, che creava a Monti anche qualche pur modesta incomprensione con la clientela – contatto, che, in corso Santa Anastasia, diventava più evidente, data la presenza di diversi bars, che permettevano non solo momenti di sereno riposo, ma, anche qualche caffè, accompagnato da numerose relazioni sociali, le quali facevano di Enzo un personaggio, aperto, con sincerità, agli “altri”, sia ascoltando, esprimendo sue opinioni, osservando e cogliendo, da amico, quindi, senza volerlo, ogni sfumatura del pensiero e del racconto di chi gli stava intorno. Fatto questo, che gli ha permesso di lasciare a Verona vari libri, pubblicati a sue spese, che raccontano, spesso, in dettaglio, vivi momenti di quanto avveniva, in corso Santa Anastasia, ma anche, per esempio, in via Sottoriva. Questo, tuttavia, mai dimenticando il proprio usato impegno, nel suo noto negozio. La sua scomparsa ha creato, un forte vuoto, che si perpetuerà nel tempo. Vuoto pesante, per chi lo conosceva, com’è il caso del pittore, M° Luciano Pelizzari, che, per sedici lunghi anni, abitò quasi accanto al negozio d’ottica di Monti e che, quindi, non solo ci chiese, recentemente, notizie – dopo una certa assenza da Verona – dell’amico Enzo, e ce ne parlò, ma ci propose anche la lettura, che abbiamo piacevolmente fatta, di libri, redatti, dallo stesso Enzo. Opere stese, con ottimo vocabolario, con descrizione attenta, semplice e colloquiale, mai tacendo caratteristiche e particolari, nonché, offrendo attraenti aneddoti, parlanti quadretti variopinti di vita propria e di altri, capaci di straordinariamente incuriosire e, comunque, testimoni del proprio passato, anche giovanile, e, quindi, della gente della Verona d’un tempo… Un Enzo, che non trascura di raccontare, quindi, anche personaggi locali e, modestamente, se stesso, con i suoi problemi e con le sue aspirazioni, con le sue riflettute considerazioni, inserito, com’era, ormai da decenni, nel cuore dell’amata sua zona e dei suoi dintorni, che, peraltro, conosciamo da ottantadue anni, quali sezioni attivissime, movimentate e atte all’incontro del centro di Verona. Sezioni cittadine, che, pertanto, ci sentiamo di confermare come importantissime, quasi romantiche, per le relazioni umane, così come le considerava e le descriveva, in ogni dettaglio, l’ottico Monti. Ottico esperto, che, come cennato, dedicandosi anche allo scrivere, ci ha fatto conoscere e leggere i suoi libri “Il maestro della leggenda di Sant’Anastasia”, uscito nel 2001, e “Cerco Andrea”, apparso nel 2005. Libri, nei quali emergono, oltre allo spirito liberale dell’estensore, temi di burocrazia, di economia, di politica – italiana ed internazionale, politica, che non dev’essere professione, ma, ispirazione, vocazione ed impegno, temi, ancora, di forte ostilità alla furbizia di certi italiani e al malcostume, specie politico, e d’altro, senza risparmio di critica, ritenendo, quello da decenni trascorso, un tempo migliore… Di certo, Monti non scriverà più…, né apparirà, attento e pensoso, sull’entrata del suo negozio… Tuttavia, di lui, delle sue avventure giovanili, delle sue esperienze successive, delle sue considerazioni e di quanto venne a conoscenza – in contatto dei molti, che lo apprezzavano, fra i quali, anche, l’amico Luigi Valitutti – parlano le sue opere scritte e l’impegno costante, dedicato al prossimo, mentre, nelle menti, vivo resterà il suo ricordo. Quale è quello che rimane nella mente e nel cuore di chi legge i suoi scritti, che non avrei potuto conoscere ed apprezzare, se l’amico, M° Luciano Pelizzari, molto saggiamente, non m’avesse posto fra le mani i libri di Enzo.
Pierantonio Braggio
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