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30 settembre 2018: passeggiata culturale a Negrar e nel suo territorio.

di admin
Cantina Valpolicella Negrar condurrà alla scoperta del centro storico del Paese, del paesaggio vitato e delle tipicità gastronomiche del territorio.

Cantina Valpolicella Negrar propone una passeggiata culturale, in Valpolicella, per domenica, 30 settembre 2018, usando la mappa, realizzata, nell’ambito de “La scuola nel Vigneto”, dagli studenti dell’Istituto Comprensivo di Negrar, che dal 2012 collabora al progetto didattico-sociale ideato dalla cantina. Punto di ritrovo della passeggiata – durata di un’ora e mezza circa e facile percorrenza – sarà alle ore 10.30, davanti al Comune di Negrar. Si vedranno la meridiana, il busto dello scrittore veronese Emilio Salgari (1862-1911), che a Negrar trascorse la giovinezza, la Colonna del Leone alato, simbolo della Repubblica di Venezia, la chiesa di San Martino, edificata nel 1807, in stile neoclassico, il possente campanile, in tufo e calcare rosso, sulla cui parete sud, è conservata la Carta lapidaria (1166), ed infine, sulla facciata del vecchio Municipio di Negrar, l’incisione del “braccio veronese”, antica unità di misura, utilizzata dai mercanti di stoffe. L’interessante passeggiata proseguirà nei vigneti, alla scoperta delle origini di alcuni vini d’eccellenza Domìni Veneti: il Verjago (dal nome medievale della vallata di Negrar, Veriacus), straordinario Valpolicella Superiore, che esprime l’essenza dei vitigni autoctoni – Corvina, Corvinone, Rondinella, Croatina e Oseleta – ed i preziosi Amarone “Vigneti di Jago” e Recioto “Vigneti di Moron”. Vini che saranno degustati in abbinamento al menù tradizionale, di quttro portate, che sarà servito alle ore 13, nella Trattoria Caprini, a Torbe di Negrar, la quale cura rigorosamente la tradizione veneta. Dopo pranzo – costo di 45.-€ – verso le ore 15, si potrà visitare, con guida, la Cantina. Necessaria è la prenotazione, entro mercoledì, 26 settembre, ore 12.00, email: eventi@dominiveneti.it, www.dominiveneti.it. Bere vino, nel chiuso d’un locale, come spesso avviene, è cosa buona, ma mai tale, come bere lo stesso fra i vigneti, nel loro verde, rendendosi conto, del “come viene coltivata la vite”, quale impegno, tale coltivazione richiede, e, in fine “da dove proviene l’uva”, e “quale uva”, pigiando la quale, s’ottiene il vino. Questo serve anche, per rendersi conto che un vino è frutto di un insieme di attenzioni, che vanno poste in atto, nel periodo annuale, che va da una vendemmia, alla successiva, e per sapere, quindi, che il nettare, che degustiamo, è prodotto assolutamente naturale. Per apprende questo, occorre percorrere, anche limitatamente, il territorio, visitando il quale, si presenta la speciale occasione di conoscerne tradizioni, storia ed arte, nonché alimenti tipici locali, che portano mente e palato, nella tranquilla cultura del passato. Ciò che, appunto, si propone, con la sua passeggiata, Cantina Valpolicella.
Pierantonio Braggio.

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