Il ministro, Gian Marco Centinaio, in visita al Consorzio Valpolicella, Verona: il vino, il suo futuro, promozione, dazi, export, falsi ed enoturismo. Il presidente, Andrea Sartori: i Consorzi, avamposto dell’economia vinicola del territorio. Nuova sede pe
di adminNon a caso, a fine settembre sarò in Brasile con Vinitaly, mentre a novembre andrò in Cina, per parlare con il Ministro dell’Agricoltura. C’è tanto da fare, per non trovarci più a dover discutere a luglio di OCM Vino. Dobbiamo farlo in tempi utili alla programmazione, che è fondamentale. Appena arrivato in via XX settembre, ho trovato 83 decreti in attesa di essere firmati da un Ministro. Abbiamo dato subito risposte concrete al comparto, su OCM e Comitato Vini. Ora, stiamo lavorando, sui decreti attuativi del Testo Unico che potrà essere ovviamente modificato e migliorato, ascoltando la filiera”. Per quanto riguarda i dazi, il Ministro Centinaio: "Ribadisco il mio no. Nel mondo, abbiamo dazi sui nostri prodotti, che sono talmente alti, da impedirci di esportare come vorremmo. Per un Paese, che vanta 41 miliardi di export di prodotti enogastronomici e che potrebbe esportarne altrettanti, la lotta ai dazi è fondamentale”. Sulle istanze della filiera, è intervenuto il presidente del Consorzio Valpolicella Andrea Sartori: “I consorzi potrebbero potenziare il proprio rapporto con il Mipaaft, perché sono gli avamposti dell’economia vinicola del territorio, della sua salvaguardia, dello sviluppo di filiere collegate e delle professioni del settore. Oltre ad essere uno strumento di tutela e promozione, quindi, devono acquisire un maggior peso nell’interazione strategica e operativa con il Mipaaft. Nessuno come noi è, infatti, in grado di monitorare i punti di forza e debolezza delle aree di competenza”. Il Consorzio Valpolicella rappresenta la prima Doc per estensione in Veneto e al livello nazionale per le Doc che quest’anno celebrano il 50° anniversario. Il brand Valpolicella/Amarone è riconosciuto in tutto il mondo e per questo la sua valenza non è solo relativa al valore della produzione, comunque notevole (600 milioni di euro il giro d’affari), ma rappresenta un valore aggiunto del Made in Italy, del Made in Veneto e del Made in Verona. Un’eccellenza da valorizzare e tutelare. Per questo è stato siglato il protocollo di cooperazione tra I’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero e il Consorzio Tutela Vini Valpolicella, che prevede azioni di contrasto, per ostacolare le vendite sui canali e-commerce, fino al sequestro, di prodotti evocanti e usurpanti i nomi “Amarone”, “Valpolicella”, “Valpolicella Ripasso” e “Recioto della Valpolicella” in Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Irlanda, Danimarca e negli altri Paesi scandinavi a regime di monopolio. Non occorre aggiungere altro, a quanto sopra, che propone una visione chiara e, diremo, pratica – per la quale esprimiamo apprezzamento – di quanto il Ministro dell’Agricoltura intende fare, per il meglio dell’agricoltura e, quindi, della viticoltura e della commercializzazione del vino della internazionalmente nota Valpolicella. Esprimiamo, con l’occasione, il parere della necessità di una sollecita maggiore sburocratizzazione del mondo agricolo e di una minore imposizione fiscale, per porre l’agricoltura stessa – che è pesante impegno, ma, anche occupazione, tutela del territorio e creatrice di paesaggio – in grado di non dovere subire la concorrenza, data da derrate estere. Quanto al Consorzio Valpolicella, esso ha, ora, la sua nuova sede, degna della qualità dei vini, che rappresenta e tutela, nella Villa Brenzoni-Bassani, Sant’Ambrogio di Valpolicella, info@consorziovalpolicella.it.
Pierantonio Braggio
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