“Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada, patrimonio condiviso. Ri-Ripensare Tocatì per l’Europa”.
di admin“Tocatì”, che, in italiano, significa “tocca a te”, era un’espressione molto in uso, in passato, quando ragazzini e ragazzine, non certo attratti da televisore, computer o telefonino – che neanche si sognavano, perché ancora da realizzare – trascorrevano molto del loro tempo libero “sulla strada”. Sulla strada, allora, non pericolosa come oggi, con giochi materialmente inconsistenti, ormai “antichi”, durante i quali, a seguito di certe regole, non scritte, diremmo, oggi, a turno, “toccava” a qualcuno di fare da capetto o di eseguire qualche mossa… Oggi, “Tocatì”, è diventato grande organizzazione di gioco, grazie alla pazienza ed alla tenacia, con le quali, sedici anni orsono, si è voluto dedicare, ufficialmente, appunto, sulla strada, qualche giornata di gioco, grandiosa ed internazionale. A Verona siamo, quest’anno alla XVI edizione, che si realizza, nel quadro dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale. In merito, un incontro, internazionale, ha avuto luogo a Verona, il 13 settembre 2018, con il titolo “Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada”, con l’intervento di circa cinquanta oratori, fra italiani ed esteri. “Il gioco tradizionale costituisce un patrimonio di conoscenze, di capacità e di pratiche di comunità, di gruppi e d’individui. Un patrimonio, che migra con gli uomini, attraversando frontiere e confini. Patrimonio immateriale, che si trasmette nel vivo delle pratiche, adattandosi al mutare dei cotesti. Con i giochi, viaggiano le più svariate espressioni culturali e l’opportunità di ritrovare e di condividere tradizioni orali – tocatì – artigiane, alimentari, musicali… Noi aggiungiamo, anche ‘linguistiche’, importantissime… Il gioco è, dunque, patrimonio vivo, che contribuisce al senso d’identità e di continuità delle comunità culturali e ne favorisce la creatività”. Interessanti osservazioni riassuntive, quelle sopra riportate, del significato della voce “gioco”, che, come dianzi citato, non ha confini e che aiuta la socializzazione e la comprensione fra giovani di diverse provenienze e tradizioni, creando allegria e pace.
Pierantonio Braggio
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