“L’Ànara pitànara” 2018 e la sua pregiata “sàgra”, a Tramassia, Verona, dal 5 all’11 settembre 2018.
di admin“Anàra Pitanàra” significa anche “grandiosità della manifestazione, nel suo complesso, specialmente, in fatto di luci e di musiche – Maravilia Festival, nel giardino di Villa Guarienti, ma, in particolare, anche grande impegno, volontario, degli Organizzatori, che, con la loro “Ànara”, non solo animano non poco Tarmassia, ma, soprattutto, mirano a raccogliere fondi per opere di bene… Complimenti! A Tarmassia, già si sta lavorando, per l’organizzazione della “Sàgra de l’Ànara Pitànara” e per il citato Maravilia Festival, che si terranno, dal 5 all’11 settembre. Al centro del tutto, sarà il tradizionale concorso “La Sfoglia d’Oro”, la sfida a colpi di mattarello, tra cuochi (non professionisti), su apposito palco, in programma mercoledì 5 settembre, con inizio alle ore 21. Si tratta di tirare, a mano, in quaranta minuti, la soglia e predisporre le migliori “lasagnette”, da abbinare al sugo con l’anatra, partendo da 4 uova e un kg di farina. Premierà la sfoglia migliore l’ospite d’eccezione e chef stellato Davide Botta. La competizione è aperta a tutti gli appassionati di cucina, dai 18 ai 99 anni di età. Ci si può iscrivere gratuitamente scaricando il regolamento e l’apposito modulo dal sito www.anarapitanara.it. Il modulo-domanda va inviato a concorso.lasfogliadoro@gmail.com, entro giovedì 9 agosto. La richiesta d’iscrizione può essere consegnata anche a mano, chiamando preventivamente il numero 340.2413323. “Le fettuccine, o come diciamo noi, le ”lasagnette” con il ragù d’anatra – racconta Elena Meneghelli, presidente dell’Associazione La Compagnia de l’Ànara, che organizza la sagra – sono il simbolo della nostra manifestazione, ma sono anche il piatto tipico della Bassa Veronese. Scopo di questo concorso è di valorizzare la straordinaria ricchezza culturale, rappresentata dal sapere cucinare piatti semplici, ma, ogni volta, interpretati, in maniera diversa, autentica e originale”. Riportare alla luce i valori d’un tempo, quando sé faséa le lasàgne sólo àla dóminica, parché le dòne i-éra ocupàde nei laóri nei campi, e condìrle có’l sùgo de ànara, l’è còsa splendida, che, che la mèrita gran lòde e complimenti, parché cusì se créa conossènsa del nostro passàdo e, en ‘na paròla, “pàssatempo culturàl”.
Pierantonio Braggio
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