Forum economico a San Pietroburgo. Nei giorni 24-26 maggio 2018, economia, cultura e gusto, anche italiani.
di adminHanno trattato i vari temi Giovanni Campice, azionista di maggioranza Shareholder Tomorrow Technology; Antonio Cianci, Ceo AM Technology e presidente Air Quality Alliance; Antonio Fallico, presidente Conoscere Eurasia e presidente Banca Intesa Russia; Viacheslav Makarov, head of R&D Wargaming.net; Sanal Ouchanov, direttore e capo dei servizi finanziari Accenture; Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo e presidente della Fondazione Bruno Kessler; Maxim Shereykin, direttore generale Agency of Technological Development; Pasquale Terracciano, Ambasciatore d’Italia nella Federazione Russa; John Zhang, segretario generale International Technology Transfer Network (ITTN); Emanuele Zilio, responsabile commerciale FOR REC e moderati da Giovanni Mori, senior transformation manager Corporate & Investment Banking division Intesa Sanpaolo. Alla tavola rotonda “Italia-Russia”, si confronti Marco Alvera, Ceo Snam SPA; Paolo Clerici, presidente del cda e ceo Coeclerici; Alessandro Decio, Ceo e general manager SACE; Fabrizio Di Amato, presidente Maire Tecnimont; Philippe Donnet, ceo e managing director Assicurazioni Generali; Antonio Fallico, presidente Conoscere Eurasia e presidente Banca Intesa Russia Pavel Fedorov, primo vice presidente Rosneft; Pasquale Terracciano, Ambasciatore d’Italia nella Federazione Russa; Marco Tronchetti Provera, ceo e vice presidente Pirelli & C SpA. Dopo la chiusura, della seconda giornata e dopo la sessione plenaria con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha avuto luogo il concerto del Coro del Teatro Regio di Torino, esibitosi con l’orchestra sinfonica Mariinskij, tra le più antiche istituzioni musicali russe, nel celebre teatro omonimo di San Pietroburgo, progettato dall’architetto italiano Alberto Cavos a metà dell’Ottocento. Per l’occasione, Intesa Sanpaolo ha esposto 3 icone russe, dai titoli: “Cinque feste e santi” (Vologda, fine XV – inizio XVI secolo); “Primo Concilio Ecumenico di Nicea” (Novgorod, fine XV secolo) e “Natale di Cristo” (Novgorod, 1475 ca). “La stella d’Italia”, quindi, è stato punto di ristoro ufficiale, all’insegna del made in Italy enogastronomico. Sotto la guida dello chef Matteo Baronetto, del ristorante ‘Del Cambio’ di Torino, era disponibile un menù di 6 portate: maki di quinoa e carne cruda; insalata piemontese, riso zafferano e limone; branzino e coda e uovo al tegamino e tartufo. Un’Italia, quindi, viva, capace d’offrire prodotti di qualità, dalla tecnologia, per una rapida modernizzazione della Russia, alla straordinaria musica, per giungere ad un importante e determinate proposta enogastronomica, made in Italy. Pierantonio Braggio
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