L’Arsenale e Verona.
di adminSi fa il possibile, per ridare vita ad un’opera straordinaria, visitando la quale, purtroppo, continua a tornare nella mente il termine “disastro”. Un monumento, in Rundbogenstil, copia di quello viennese, che, costruito dall’Austria alla fine degli anni Cinquanta del 1800, bene s’inquadra nel paesaggio dato dall’Adige, da Castelvecchio, dal Ponte scaligero e dai giardini di Campagnola. Da vero e proprio giardino botanico sono gli immensi alberi, che, all’interno dell’Arsenale, abbelliscono lo stesso. Questo, per dire che una parte di tale immenso edificio, la palazzina 3, corte ovest, vedrà, in breve, rimesso a nuovo il suo tetto, a cura del Comune di Verona. I lavori, in merito, sono già in fase avanzata e il relativo cantiere è stato visitato l’11 maggio 2018, dalle autorità comunali – l’assessore all’Urbanistica, ing. Ilaria Segala, l’assessore ai Lavori Pubblici, Luca Zanotto, la consigliera comunale Paola Bressan, presidente della Commissione Arsenale, l’ing. Sergio Menon, responsabile della Direzione Edilizia monumentale e Impiantisca del Municipio veronese, e la Stampa. Opera, dunque, conservativa – purtroppo, solo il tetto, in lamiera – molto complessa, nell’esecuzione, a causa d’interventi precedenti, che sarà seguita, fortunatamente da altre, visto che per i prossimi tre anni, sono già stati stanziati, pro Arsenale, 27 milioni di euro, ossia 9 milioni, per anno. L’attuale intervento, incisivo e significativo, quanto alla volontà di procedere, vale anche come motivo di presa di visione e di studio delle esigenze del grande complesso, in vista di interventi ulteriori. Importante, intanto, che si sia iniziato e che, quindi, si continui su tale via per ridare a Verona un’opera meritevole di massima attenzione e uno spazio eccezionale, per manifestazioni o eventi diversi, in un ambiente ripulito e ospitale, nonché già ornato da un verde straordinario.
Pierantonio Braggio
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