Il Pisum sativum L., o Pisello Verdone Nano, caratteristico di Colognola ai Colli, Verona. Lo festeggia la 62ª “Sàgra dei Bìsi”, nei giorni 18-21 e 25-28 maggio 2018.

di admin
Un vegetale altamente interessante e da una lunga storia, iniziata 6000 anni orsono in Asia Minore e, successivamente, in Europa, a cura dei Benedettini. Coltivato già più di 500 anni orsono, in collina ed in pianura, in quel di Colognola ai Colli, si nascose nell’oscuro dei secoli.

Esso è, oggi, nuovamente vivo e vegeto, sia nella collina, che nella pianura colognesi, grazie al ritrovamento, avvenuto nel 2016, della sua semente madre, dalle caratteristiche primigenie, ossia, 8/9 grani, a forma sferica, per bacello, di colore verde scuro e a punta leggermente ricurva, e sapore, d’eccelenza qualitativa superiore, nella tendenza dolce del legume, come conferma il presidente dell’Associazione Bìsicoltori, Massimo Dalla Chiara. Il quale ha pure sottolineato, come il Verdone Nano, in tavola, conti cinque secoli di storia e come la ricerca varietale sia stata necessaria, in quanto, tramandati di famiglia in famiglia, fra gli agricoltiri del Paese, i semi del Verdone Nano avevano perduto, nel tempo, la loro purezza genetica. Un prodotto, dunque, d’alta qualità, torna sulle tavole, con il suo antico sapore, già apprezzato dai veneziani Dògi – che agli ospiti offrivano, nel Palazzo Ducale, specie nel giorno di San Marco, il 25 aprile, “Risi e bìsi”, ossia, minestra di riso o risotto ai piselli – e che apporta valore d’identità al territorio e importante valore aggiunto – ha evidenziato ancora Dalla Chiara, ponendo in rilevo, anche, come il Verdone Nano venga prodotto in base ad un disciplinare ufficiale, che prevede modalità colturali, rispettose dell’ambiente e del consumatore. Dalla Chiara, quindi, orgoglioso, molto giustamente, del suo “Pisum sativum”, ci ha fatto conoscere due personaggi importanti nella storia del Verdone Nano, fra i trenta soci della sua Associazione dei Bìsicoltori: il produttore storico di “bìsi”, Francesco Piccoli, e il ventenne coltivatore, Simone Zandomeneghi, che avrà il compito ed il piacere, ovviamente, di efficentemente dare continuità alla coltivazione del verde “Bìso de Colognola”. Quanto alla produzione, l’assessore Andrea Nogara, maestro in materia, ha fatto presente che “salvo condizioni meteo avverse, quest’anno, la raccolta dei piselli dovrebbe protrarsi fino ai primi di giugno e ammontare fra i 400 ed i 500 quintali. Ben lontani, quindi, dai 2000 quintali degli anni Cinquanta dello scorso secolo… Ma, miriamo alla qualità, più che alla quantità, perché ci riconosciamo nel ruolo di produttori di nicchia”… Una verità, questa, indiscutibile, data l’effettiva qualità e rarità del prodotto, dciamo noi,
il quale ha un suo costo, soprattutto in fatto di raccolto, eseguito “a mano”… Circa la qualità del verde “bìso”, va saottolineato pure – ed è fattore da evidenziare e da ben tenere presente – che esso è perfettamente libero da possibili resti di trattamento, di agrofarmaci e di diserbanti, in quanto la pianta pisello non li richiede…
Nogara ha, quindi ricordato, che, accanto al pisello ed al vino, quali prodotti di Colognola ai Colli, in quantità e qualità, s’accoppiano l’olio d’oliva e la rossa ciliegia… Per questo, Colognola ai Colli va dettagliatamente visitata…, specie quando la animano le manifestazioni, organizzate dalla Pro Loco di Alfonso Avogaro – autore, fra l’altro, d’un nuovo e parlante logo della Sàgra, dato da un brillante calice pieno di piselli, molti dei quali, a corona, traboccando ornano il esternamente il calice stesso… Pro Loco, che, da sempre, ha sostenuto e spazio alla Sàgra dei Bìsi, promuovendo, così il saporito Verdone Nano. Un pisello dolce e precoce nella maturazione, rispetto alle altre varietà, grazie all’esposizione a sud dei terrazzamenti collinari di terra tavica, in cui viene coltivato. Esso, iscritto come “ Pisello Nano De Co e come prodotto agroalimentare tradizionale, presso il Ministero delle Politiche Agricole, nei giorni di “sàgra”, quest’anno,18-21 e 25-28 maggio 2018, viene propsto nei piatti più tipici, quali tagliatelle, o paparèle, in dialetto veronese, e “rìsi e bìsi”, come si diceva, sotto la Serenissima Repubblica di Venezia, e preparato con il famoso Riso Vialone Nano di Isola della Scala. Un bìso, un pisello, che viene prposto in tutti gli agriturismi e in tutti i ristoranti di Colognola, anche con menù, completamente ai bìsi…, compresi dolce e liquore, ai “bìsi”, come avviene nell’Agriturismo al Bosco. Da non dimenticare: durante la “sàgra”, si potranno acuistare piselli freschi nella mostra-mercato e in diversi stands.
Pierantonio Braggio

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