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Un miliardario fondo europeo per eventuali eurocrisi nell’Unione Europea?

di admin
Lo propone giustamente Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale - FMI. Problema: dove trovare la liquidità necessaria?

Dopo le diverse difficoltà che l’Eurozona è riuscita a superare, in fatto di euromoneta – in vero ottima iniziativa monetaria unificatrice, quest’ultima, ma, che, alla sua creazione, ha sottovalutato le profonde diversità, in fatto di capacità di produzione di Pil, di fisco e finanziarie, in generale, che caratterizzano, ogni Stato membro dell’Unione – Christine Lagarde, direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale – FMI, ha recentemente proposto, a Berlino, la creazione di un potente fondo, destinato ad entrare in azione, nel caso in cui uno Stato membro cada in difficoltà finanziarie. Difficoltà, tuttavia, che, ogni Stato membro può evitare, se s’attiene strettamente al concetto di massima attenzione alla pubblica spesa, nel quadro della buona amministrazione. A parte questo essenziale principio, troppo dimenticato, per Lagarde, ogni Stato dell’UE dovrebbe trasferire annualmente al fondo citato e definito “fondo per il caso di maltempo”, lo 0,35% del suo Pil, destinato a “stabilizzare” l’euroarea. Una percentuale, quella citata, che, per la creazione di simili fondi, da altri suggeriti, farebbe pensare a tassi dall’1 al 2%. Ovviamente, a dare origine a tale fondo, che, ove fosse posto in essere, richiederebbe il sacrificio di miliardi, a carico d’ogni Stato-membro, si dovrebbe provvedere sin d’ora, approfittando dell’attuale buona situazione di crescita, che si prefigura abbastanza duratura e di cui sta godendo l’eurozona, ma, che non può dare garanzie assolute di continuità o di non improvvise crisi, che, in effetti, sono sempre possibili. Un fondo, dunque, di miliardi e miliardi di m moneta unica e destinato a dare maggiore forza, stabilità e continuità all’euro, visto anche che sta circolando, ad alto livello, l’idea d’una revisione innovativa dell’eurozona – occorrerà il suo tempo, ma, pensarci occorre – mirante a consolidare efficacemente la moneta unica stessa. Comunque, l’iniziava d’un fondo di pronto intervento non può che considerarsi positiva, anche se, ovviamente, la stessa, per la sua realizzazione, dovrà essere dovutamente studiata, soppesata e democraticamente approvata da tutti membri dell’eurosistema. Ciò, dopo avere appurato anche se la stessa sia da ogni Stato finanziariamente sopportabile, non dimenticando, appunto, che essa ha un suo inevitabile e piuttosto pesante costo, per ogni stato membro. Cosa, che non sarà certo ben vista da molti – si dovrà fare in modo anche che l’iniziativa non si trasformi in motivo d’ulteriore euroscetticismo – sottraendo essa necessariamente denaro fresco ad altri interventi. L’Italia, infatti, deve costantemente ed incisivamente pensare ad abbattere il suo onerosissimo debito pubblico e, la proposta di Lagarde, pure dal valore di grande, valida assicurazione, contro imprevisti e possibili, necessari esborsi miliardari, crea, in tal senso, preoccupazioni. La previdenza, infatti, è bella cosa, ma, ha un suo costo. Bisogna vedere se gli interessati, potranno sostenerlo. Proposta Lagarde: sarebbe male, non essere in grado di realizzarla.
Pierantonio Braggio

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