Istituto Professionale per i Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera “Angelo Berti”, Chievo, Verona. Inaugurazione dell’A.A. 2017-2018 del Corso Superiore, mirato alla Sezione Agroalimentare.

di admin
Un convegno ad hoc ha visto riuniti, il 25 ottobre 2017, gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Angelo Berti”, Chievo, Verona, tel. 045 569443 - fax 045 8100739, per prendere atto dell’importanza, che l’Istituto stesso porta in sé, per il Veronese, quale organismo, che mira alla preparazione di giovani nei settori alberghiero e dell’ospitalità, ormai, divenuti immancabile…

L’Istituto Berti è promotore, al tempo, del migliore utilizzo dell’agroalimentare, nella sua specifica attività, quale centro specializzato, in fatto di formazione professionale culinaria pratica ad alto livello, in grado di trasmettere anche modelli innovativi ed essenzialmente studiati di contatto, con le aziende del settore e dell’ospitalità in genere, e, di formazione post-diploma, a livello accademico. Ed è proprio un corso, formativo ed informativo triennale, destinato a dotare gli studenti del massimo delle conoscenze, miratamente, anche pratiche, che è stato ufficialmente inaugurato, il citato 25 ottobre. Il convegno, dovuto alla regia del prof. S. Tortella e guidato dal preside dell’Istituto, prof. Domenico L. Bongiovanni, ha avuto al microfono, esperti relatori, che si sono intrattenuti, appunto, sui temi sopra cennati. Margherita Lucchin, docente nel Dipartimento di Agronomia, Risorse naturali, Animali e Ambiente dell’Università di Padova, nonché componente del Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione ITS, Conegliano, ha posto in evidenza scopi e carrateristiche dell’istituzione Istituto Tecnico Superiore, avanzato nell’insegnamento e nell’applicazione di nuove tecnologie, per la creazione di “made in Italy”, nel quadro dell’agroalimentare. Un Istituto che promuove la cultura tenico scientifica, che sostenga lo sviluppo economico e le politiche attive del lavoro. Un ITS mira, quindi, ad assicurare all’economia, tecnici superiori, a livello post-secondario, quali figure professionali, specializzate in quattro grandi ambiti, che possano corrispondere adeguatamente, con la loro formazione mirata, in aula ed in azienda – a cura di insegnanti, in buona parte, provenienti da esercitata professione, e, quindi, navigati – alla domanda delle aziende stesse, nell’interesse anche di tali giovani collaboratori. Collaboratori, che trovano impiego, secondo le statistiche, per un 78%, entro dodici mesi dal diploma. Materie principali di studio, nei corsi post-diploma, sono: informatica, inglese commerciale, controllo qualità, certificazione nazionale ed internazionale, impianti e processi, legislazione alimentare ed ambientale, economia e gestione aziendale, logistica e marketing e soft kills. Ulteriore informazione, in merito, si può ottenere visitando www.itsagroalimentareveneto.it o contattando itsagro.veneto@gmail.com. Roberto Bechis, dell’azienda bavarese Meggle Italia, Verona, ha sottolineato la grande importanza della frequenza dei corsi di formazione, normali e ad alto livello, che, oltre alla teoria, prevedono il contatto diretto, per 900 ore, degli studenti, con le più diverse attività lavorative, in azienda e fuori di essa, intendendo, con ciò, che crearsi esperienza in qualsiasi lavoro, volontariato compreso, è sempre un punto in più, in fatto di preparazione. Preparazione ed esperienza, che il giovane deve pure evidenziare, al momento della richiesta d’un posto di lavoro, onde, chi seleziona, agli effetti dell’inserimento definitivo, meglio possa valutare il giovane richiedente.
Bisogna fare sapere a giovani ed a genitori che, oggi, in un’economia in continua evoluzione, sempre più moderna, tecnicizzata e digitalizzata, da minuto a minuto, non basta un titolo di studio qualsiasi – occorre, ovviamente, anche un sistema scolastico più sensibile alle esigenze aziendali, dove non sia curata la sola, importantissima cultura – ma, si necessita anche di preparazione ad hoc e di flessibile capacità di contatto, con la realtà aziendale, frutto d’esperienza vera e propria. Assolutamente serve, in sole cinque voci, dunque, “cultura, accompagnata da grande pratica”, collegata a disponibilità d’adattamento e, ove possibile, a passione. Ciò pensando, che non sono le parole, le chiacchere a costruire, ma, il saper fare, unita ad impegno e ad esperienza. Che è quanto i corsi accademici 2017-2018 dell’Istituto “Berti”, felicemente inaugurati, si propongono di trasferire nei loro giovani.
Pierantonio Braggio

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